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De Paul svela un retroscena: “A marzo sapevo già di giocare per l’Atletico”

Il Milan vuole passare il turno di Champions League, ma per farlo deve vincere questa sera al Wanda Metropolitano contro un Atletico Madrid altrettanto agguerrito. Ai microfoni di Marca ha parlato un ex Serie A, Rodrido De Paul: Conosco bene il Milan, l’ho affrontato tante volte. Tutte le partite finora sono state come finali, perché noi volevamo dare massimo, perchè vogliamo giocarci la Champions”.

Atletico e Milan si giocano entrambe un posto per gli ottavi, con i rossoneri ultimi in classifica a 3 punti di distanza: “È vero che è una partita importantissima. L’Atletico però ha dimostrato carattere, personalità e come affrontare partite di questo tipo. Io andrò in campo con molta calma, con responsabilità, ma con fiducia nei miei colleghi. L’allenatore non mi ha chiesto niente sul Milan, tutti sanno com’è il Choloconosce ogni giocatore. Li conosce tutti a memoria. Ci sta già dicendo come giocano, dove ferirli. Ed è quello che cercheremo di fare“.

De Paul, volato in Spagna durante il calciomercato dell’estate del 2021, in pochi mesi ha già conquistato i tifosi dell’Atletico: “Conosco il club e sapevo che i tifosi ti trattano sempre bene e ti fanno sentire parte di questa famiglia.  Credo poi che il lavoro ripaghi sempre. Mi piace lavorare, sono appassionato di quello che faccio. Ci metto passione. Adoro venire ad allenarmi. Adoro stare in questo club, indossare questa maglia. Quando fai le cose con passione e fai valere ogni momento in cui lavori, i risultati arrivano”.

De Paul: “A marzo sapevo già di giocare per l’Atletico”

Poi, il retroscena sul suo trasferimento all’Atletico, e quella famosa chiamata di Simeone: “C’è un bellissimo aneddoto quando a marzo ho parlato con il mio agente e gli ho detto che volevo giocare per l’Atletico: un giorno ho scritto su un foglio di carta che ero sicuro che mi avrebbe portato qui e lui mi ha detto di sì. Più tardi, quando ho parlato con El Cholo, gli ho detto quello che volevo ossia giocare per l’Atletico. A Udine? Avevo un’altra responsabilità. L’Udinese dipendeva dai miei arrivi offensivi. Non eravamo una squadra che attaccava tanto quanto questo Atlético. Questa squadra ha bisogno di qualcos’altro da me”.

L’intervista completa sul quotidiano “Marca”

Redazione

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