La quarantena l’ha passata a casa con la compagna AnnaKee, intanto ha studiato l’italiano e ha lavorato per farsi trovare pronto alla ripresa. Matthijs de Ligt punta sempre alla perfezione. Mentalità da grande nonostante la giovane età. E non stupisce che sia riuscito ad ambientarsi bene in Italia dopo il passaggio alla Juve: “Il primo sentimento è stata la felicità: mi ha comprato la Juventus, uno dei più grandi club del mondo”.
Il difensore olandese in un’intervista a Tuttosport ha raccontato le prime emozioni quando ha indossato la maglia bianconera: “Tutto diverso rispetto alla vita all’Ajax. Diciamo che la prima grande differenza che mi ha colpito è la dimensione internazionale del club. E poi c’è stata l’accoglienza dei compagni, un gruppo eccezionale, sono stati veramente carini e disponibili con me, nessuno escluso. Mi hanno fatto sentire immediatamente parte di una famiglia”.
Una famiglia da cui al momento non ha intenzione di allentarsi: “Sono molto felice alla Juventus. Mi sono reso conto che nell’ultimo periodo, senza il calcio giocato, qualcuno ha inventato un po’ di cose sul mio conto. Sono veramente felice di essere qui, di allenarmi ogni giorno con giocatori straordinari, ho la costante sensazione di migliorare giorno per giorno e quindi ora sono molto contento alla Juventus. Sì, sono felice”.
Sul compagno più forte non ha dubbi: Cristiano Ronaldo. Ma il portoghese è fuori classifica, quindi ne indica altri due: “A essere onesti il livello della squadra è davvero alto. Ovviamente c’è Ronaldo, ma non lo nomino, perché tanto tutti sanno chi è e cosa sa fare Cristiano. Allora dico che ce ne sono altri due che mi hanno colpito: uno è Dybala, che ha una tecnica davvero sbalorditiva. L’altro, e forse a qualcuno potrebbe suonare strano, è Rodrigo Bentancur, giocatore dalle qualità tecniche davvero sorprendenti. Credo che sia parecchio sottovalutato, è un grande giocatore con un grande futuro davanti”.
Su Sarri: “Un tattico. Molto attento a quell’aspetto e con un’idea di calcio estremamente precisa. Vuole costruire dal basso, giocare un calcio tecnico, più o meno come ero abituato all’Ajax. In fondo puoi dire che è molto “olandese”, anche se rimane forte la sua italianità. Si potrebbe dire che lui è la via italiana al calcio totale degli olandesi”, ha concluso De Ligt.
L'intervista completa su Tuttosport in edicola oggi.
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