Interviste e Storie

Una malattia gli ha cambiato la vita, ora allena il Manchester United: chi è Darren Fletcher

Il Manchester United ha già trovato in casa il sostituto di Ruben Amorim: si tratta di Darren Fletcher

Entro, spacco, esco, ciao”. Sulle note di Salmo, si può affermare con certezza che il Manchester United lo ha fatto ancora. I Red Devils hanno esonerato Ruben Amorim dopo l’ennesimo passo falso stagionale – il pareggio esterno contro il Leeds – e il successivo sfogo in conferenza stampa, arrivando a chiudere con l’ennesimo allenatore nel giro di pochissimo tempo.

Il portoghese ha avuto a disposizione poco più di un anno per provare a risollevare il più famoso sleeping giant d’Inghilterra, e se da un lato ci è in parte riuscito oltre i confini nazionali – raggiungendo la finale di Europa League nella passata stagione -, non si può dire altrimenti del rendimento in campionato. Amorim è stato infatti l’allenatore con meno vittorie rispetto a tutti quelli che hanno guidato i Red Devils dal post Ferguson e quello con la peggior media gol subiti in assoluto: bastano questi numeri per capire che più di qualcosa non è andato nel verso giusto.

E adesso? Il toto-nomi per il sostituto è già partito, ma intanto lo United ha già fatto una prima scelta: a sedere in panchina nella prossima sfida contro il Burnley sarà Darren Fletcher, leggenda del club che in questa stagione ha ricoperto il ruolo di allenatore dell’Under18. Un salto impressionante, ma la dirigenza lo ha scelto per motivi precisi: su tutti, la profonda conoscenza dell’ambiente – sempre più difficile da gestire per chi arriva dall’esterno.

13 anni, 342 presenze e 15 trofei vinti, tra cui una Champions League e 5 campionati: il classe ’84 è stato uno dei perni del glorioso Manchester United di Ferguson. “Adoro quel ragazzo, è un professionista fantastico e un giocatore da grandi partite”: così lo aveva “battezzato” Sir Alex – quasi un secondo padre per lui – qualche anno fa. E non a caso, proprio come si fa come un padre, è stato tra i pochissimi a cui lo stesso Fletcher ha annunciato la convivenza con una brutta malattia che avrebbe potuto compromettergli la carriera.

Buio e luce

Era il 2008 quando la vita dello scozzese è cambiata per sempre, a causa di una colite ulcerosa con cui ha convissuto per ben cinque anni. “Non mi piace parlare di morte perché non ci ho davvero mai pensato, ma a un certo punto sei così giù che pensi ‘Prendimi ora’”: una malattia rara, che lo ha costretto a fermarsi per diversi mesi e a vivere anni da incubo, ma da cui è riuscito a uscire più forte di prima.

Nel 2013 Fletcher si è infatti operato, dando inizio a un nuovo capitolo della propria vita: quello dedicato alla rinascita. “Adesso non c’è davvero nulla che può fermarmi: vivo una vita normale e gioco nella squadra dei miei sogni”, aveva dichiarato: quel malessere che sembrava doverlo fare smettere gli ha invece permesso di intraprendere la sua seconda vita, incentivandolo a proseguire il proprio percorso nel calcio giocato per parecchi anni.

Papà ad interim

E come in una delle migliori favole, la vita e il calcio hanno dato a Darren una seconda possibilità: lo scozzese ha continuato a giocare fino a 36 anni, prima di annunciare il ritiro e iniziare a lavorare nuovamente per il Manchester United – il club della sua vita. Da ottobre del 2020, all’occorrenza, ha svolto i ruoli di vice allenatore, collaboratore tecnico e perfino direttore tecnico, dimostrandosi una delle poche certezze in una squadra sempre più tendente alle rivoluzioni.

Adesso il livello di difficoltà si alza, sedere sulla panchina di questi Red Devils – è una di quelle trappole che in tanti preferirebbero evitare. Tanti ma non lui, felice di sacrificarsi per la squadra che lo ha reso quello che oggi è. Il tempo per arrivare pronto alla sfida contro il Burnley è però pochissimo, e a dargli una mano potrebbero essere… i suoi figli.

Jack e Tyler, gemelli classe 2007, fanno infatti parte della prima squadra e nelle ultime uscite hanno avuto l’occasione di respirare l’aria della Premier League. Come se non fosse bastata l’altalena di emozioni delle ultime ore, ancora da metabolizzare del tutto, Darren avrà dunque anche la possibilità di lavorare con i propri gemelli quasi come una sorta di papà-allenatore: nella sua favola c’è spazio anche per questa bella storia. Se è un sogno, non svegliatelo

Alessandro Mammana

Classe 2004, credo che la prima parola uscita dalla mia bocca sia stata "palla". Da sempre innamorato dello sport, il calcio è stato il mio compagno di vita, sin dal giorno zero. Ci ho giocato per una quindicina di anni prima che il mio corpo dicesse stop, ma potevo mai starne lontano? Assolutamente no, ed ecco che tutte le telecronache virtuali fatte giocando a Fifa o Pes hanno trasformato quello che prima era solo un sogno in un obiettivo

Recent Posts

Verona, rigore contro il Napoli dopo On Field Review: fallo di mano di Buongiorno

Il Verona si è guadagnato un calcio di rigore al 26' del match contro il…

7 minuti ago

Roma, il punto dopo il vertice di mercato. Nuovi contatti per Raspadori: c’è ottimismo

Le ultime sul mercato della Roma. Come annunciato nelle scorse ore nella giornata di oggi,…

18 minuti ago

Bologna, Di Vaio: “Fabbian è molto importante. Fazzini? Non è un nostro obiettivo al momento”

Le parole di Marco Di Vaio, ds del Bologna, a pochi minuti dalla sfida contro…

53 minuti ago

Balotelli riparte da Dubai: è un nuovo giocatore dell’Al Ittifaq

Mario Balotelli ha trovato squadra: l’attaccante italiano è un nuovo giocatore dell’Al Ittifaq di Dubai.…

1 ora ago

Consapevolezze – Pergreffi: “Ciao Calcio, mi hai reso uomo”

Caro calcio, ti sto dicendo addio. Lo sto facendo davvero. Non ti lascio per sempre,…

2 ore ago

Usare le critiche per crescere: dall’Ajax alla Lazio, alla scoperta di Taylor

  Taylor, Ajax (IMAGO) Chi è Kenneth Taylor, il centrocampista cresciuto nel settore giovanile dell’Ajax…

2 ore ago