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Daniela Sabatino si racconta, tra la finale scudetto contro la Juve e i suoi gol al Brescia

In natura, tra una zebra e una leonessa, non ci sarebbe storia. Ma nel calcio, l’ordine delle cose, spesso viene ribaltato. Lo sa bene Daniela Sabatino, attaccante del Brescia Calcio femminile, che domani sera alle 20,45, sul campo neutro di Novara (stadio Sivio Piola), si giocherà con le compagne il titolo contro la Juventus.

Il campionato è finito con 60 punti a testa, parità raggiunta con la vittoria al fotofinish in casa delle bianconere. Il merito, per le leonesse di mister Piovani, è quello di non aver mai smesso di crederci. “Siamo sempre state lì, pronte a vincere partite dopo partite, anche quando eravamo seconde e l’unica opportunità per riprenderci la corsa scudetto era battere le nostre avversarie a Vinovo. Ora che abbiamo annullato la distanza, dipende tutto da noi”.

Per lo scontro finale di domenica l’augurio va oltre il risultato e le emozioni: serve il pubblico, per dare la giusta visibilità al calcio femminile e ad una partita così importante. Anche se Daniela, classe ’85, alle sfide è abituata da quando è piccola: è nata con il pallone e ha dovuto spostarsi per poter giocare. “Mio papà Gabriele mi accompagnava dopo il lavoro fino a Campobasso pur di farmi allenare. E tra un provino e l’altro, il sacrificio mi ha ripagata: ho iniziato in Serie A nel 2000, ad Ascoli, poi ho giocato in Svizzera (Rapid Lugano) fino a rientrare in Italia: prima alla Reggiana e poi al Brescia”.

Ed è a questa maglia che si è legata a doppio filo e a suon di gol: ne ha segnati 35 in 30 partite nell’annata del primo scudetto. Oggi della squadra è una bandiera e nei confronti di questa società prova un affetto particolare. Tante soddisfazioni con questo gruppo e solo un’annata che non le va giù ancora oggi: “Quella successiva al primo titolo, quando avevamo tutti i mezzi per riconfermarsi ma non siamo state all’altezza”.

Anche in Azzurro Nazionale, le presenze e i ricordi sono molti. Su tutti l’eurogol contro la Svezia agli Europei del 2017: “Non me lo dimentico più!”. Ne ha segnati tanti però Daniela, perché per una giocatrice con il 9 sulle spalle e sulla pelle, il gol è una questione naturale. Quasi come per una leonessa, vincere su una zebra.

Redazione

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