A volte, dopo aver concluso la propria carriera sul campo, la vita non è sempre rose e fiori per gli ex calciatori. Un esempio è sicuramente quello di Stephane Dalmat, ricordato in Italia per la sua esperienza all’Inter tra il 2001 e il 2003. Poi altre esperienze al Tottenham e al Racing Santander, prima del definitivo ritorno in Francia con Bordeaux, Sochaux, Rennes e Nimes. Fino al ritiro nel 2012 a 33 anni.
“Dopo la fine della mia carriera ho sofferto di depressione – ha rivelato Dalmat a RMC Sport – ho avuto problemi personali. Per sei anni non ho fatto nulla, poi un anno e mezzo fa ho avuto un incidente in scooter a Bordeaux. Sono stato sei giorni in coma e su una sedia a rotelle per sei mesi: non lo sapeva nessuno, solo la mia famiglia. Ho subito una trentina di operazioni, l’ultima lo scorso ottobre. Da allora ho ricominciato a vivere come prima e ora viaggio, mi diverto. Anche se dovrò trovare un’occupazione, un progetto serio che mi occupi da quando mi alzo la mattina”.
Dalmat, dopo aver raccontato la sua caduta e la sua rinascita, svela anche un aneddoto che su Ronaldo ai tempi dell’Inter: “Dovevamo pesarci ogni martedì mattina e Ronnie non voleva mai salire sulla bilancia. Il suo problema era psicologico, vedere il suo peso gli dava fastidio. Cuper era rigido su questo, ma Ronaldo non voleva comunque saperne: ci sono stati momenti di tensione, ma alla fine Ronaldo su quella bilancia non ci è mai salito”.
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