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Dalle lacrime per l’addio da giocatore al ritorno da allenatore: ‘Genio’ Corini torna nella sua Palermo

Genio. Assonanza o semplice dato di fatto? Ad averlo visto giocare, la risposta è scontata: entrambe. Idea di calcio chiara, visione di gioco a 360 gradi e due piedi d’oro. Eugenio Corini, in campo, era così. Deciso, attento, talentuoso e sempre coerente. Anche fuori dal rettangolo verde, che fosse il Barbera, il Bentegodi, o qualunque altro campo. Come quando, di ritorno da Udine, senza peli sulla lingua e con le lacrime agli occhi disse addio al Palermo: “Ritengo conclusa con grande rammarico la mia esperienza con il Palermo. Tolgo tutti dall’imbarazzo. La mia ultima partita con questa maglia è stata quella di Udine”.

Parole forti, dure e allo stesso tempo, in parte, dolci. Perchè dimostrano l’amore vero provato da ‘Genio’ per quei colori. Rosanero nel cuore, l’esperienza a Palermo che, nove anni e mezzo dopo, incredibilmente riparte. Con un ruolo diverso, da regista in campo ad allenatore. La panchina di una squadra che lui, come detto, ama, una squadra che però non vive il miglior momento della propria storia. Ultimo posto, sei punti in quattordici giornate ed eliminazione dalla Coppa Italia. E la voglia di ricominciare, dal suo passato.

Come fece al Chievo,, salvandolo due volte dopo aver accettato la panchina in corso d’opera. A più di due anni dall’ultima volta, Corini tornerà ad allenare. Da una ex squadra all’altra, dal Bentegodi, sfiorato l’anno scorso anche col Verona(altra sua ex squadra), al Barbera. Il ‘Genio’ per la salvezza, da centrare obbligatoriamente. Il metodico Corini è tornato: sempre al passo coi tempi, quando incontra i presidenti delle squadre che gli vogliono affidare la panchina porta con sé file su file per dimostrare la propria preparazione. E metodologia. Come fatto con Zamparini, suo presidente da giocatore, ora anche da allenatore. Con un incontro sfiorato lunedì, il dopo-De Zerbi posticipato di quarantotto ore.

Insieme, come se il tempo non si fosse fermato. Corini, Zamparini, il Palermo e il Barbera si ritrovano, ruoli diversi ma non troppo: “leader in campo”, come disse Guidolin, obbligatoriamente leader dalla panchina. Guida sicura di un Palermo ultimo e, al momento, psicologicamente a pezzi. Genio, regista, allenatore, psicologo. Corini factotum, Palermo per la rinascita, sua e della squadra. Ora nelle sue mani, passata dai suoi piedi. Talento, classe, visione di gioco In una parola, ‘Genio’.

Edoardo Marcarini

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