Sguardo incrociato sui campi da gioco della Masia, qualche allenamento per studiarne al meglio le caratteristiche e forte decisione di puntare su un ragazzino di nome Pep, almeno per il futuro, nel centrocampo blaugrana. E’ nato così, dagli occhi di chi si intende ed intendeva (eccome) di pallone il rapporto tra Pep Guardiola e Johan Cruijff: menti calcistiche oltre la normalità e lo stesso, grande amore condiviso per Barcellona e per il Barça. Intervenuto stamani a Rac1, l’attuale allenatore del Bayern Monaco ha voluto ricordare così la leggenda olandese, scomparsa ieri all’età di 68 anni: “Non sapevo nulla di calcio, fino a quando non conobbi Cruijff. Con Johan sapevi che era possibile comandare e dominare il calcio. Quando arrivò nel club, disse: “Seguitemi”, e la gente si unì a lui. E quando le cose andavano male, peggio andavano e più lui credeva nelle sue idee”.
“Ciò che si ricorderà di Cruijff – ha concluso Guardiola – non sono i titoli vinti, ma il fatto di aver cambiato i club in cui è stato. Ha trasformato l’Ajax, il Barça, l’Olanda, la Spagna. Era un personaggio dominante, con una personalità unica. Un gran maestro: dominava, controllava tutto e ci proteggeva da tutto e tutti. Non sarei mai stato capace di instaurare ciò che è riuscito a creare lui agli inizi”.
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