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Aggressività e coraggio tattico, Cremonese la finale è tua

L’ha vinta la Cremonese. L’ha vinta l’uomo che dalla panchina ha guidato Vasquez e compagni. Perché a fare la differenza ancor prima dei gesti tecnici dei singoli è stata l’interpretazione tattica ed emotiva che la squadra di Stroppa ha dato alla partita e messo in campo. Un’interpretazione che ha sorpreso il Catanzaro sotto il punto di vista del gioco e, se possibile, ancor di più sotto quello psicologico e mentale. Una vittoria arrivata con e nella testa.

Photo credits: Andrea Rosito

Un copione simile all’altra semifinale dei playoff tra Venezia e Palermo, che aveva visto gli uomini di Vanoli indirizzare fin da subito il match e stabilirne l’esito. Quello dello Zini, in particolare nel primo tempo, è stato un monologo grigio rosso. Un copione scritto sulle direttrici dell’aggressività, del coraggio tattico e del pressing. Risultato? 3-0 dopo 37’. 4-1 al 90’ e Cremonese in finale. 

Photo credits: Andrea Rosito

Monologo grigiorosso

La Cremonese la voleva vincere e lo ha fatto capire dal primo minuto. Un pressing a tutto campo, aggressività totale nei momenti di non possesso, ricerca della verticalizzazione immediata una volta avvenuta la riconquista. L’ha vinta sul ritmo e sul coraggio, proprio quelle variabili che fino a oggi avevano contraddistinto il Catanzaro. Un atteggiamento che ha portato al dominio tattico ed emotivo del match. Dopo il gol sfiorato su punizione da Castagnetti, è arrivata la perla di Vazquez. Tiro a giro all’incrocio e partita sbloccata. Al 19’ il raddoppio con una semirovesciata di Bonaiuto. Il solito Coda e il poker di Sernicola a chiudere il match. E se si osservano i marcatori si può comprendere un’altra importante chiave tattica risultata decisiva: gli esterni. Due reti, infatti, sono state realizzate proprio dai quinti. La Cremonese l’ha vinta anche così. 

Effetto Stroppa

Come detto, però, forse il vero protagonista è stato chi ha guidato tutti questi uomini. Le idee di Stroppa hanno deciso l’esito del doppio incontro. Le sue indicazioni hanno portato la Cremonese in finale, permettendo a un’intera città di continuare a sognare il ritorno in Serie A. Un’immagine, la più nitida, di quello che è stato l’effetto Stroppa dal suo arrivo. Un allenatore che ha cambiato la squadra in termini di fiducia, gioco e risultati. Un cambiamento a tratti radicale che ha trasformato la delusione di inizio stagione nella possibile realizzazione dell’obiettivo stagionale e in un entusiasmo ritrovato dell’intera piazza. Ora l’appuntamento è alla finale. Terza contro quarta, Venezia contro Cremonese. L’ultimo atto di questa Serie B.

Nicolò Franceschin

Nato nel 1997 tra Milano, Como e Lecco. Laureato in Giurisprudenza, ma ai codici ho preferito una penna. Cresciuto con Maradona (il calcio), ma anche Ronaldinho e Sneijder. Il fascino del numero 10. Credo nella forza delle parole. Verità e narrazione. In giro in macchina per stadi, campi e strade alla ricerca di nuovi colori da scrivere, perché ognuno ha una sua sfumatura. Le note del telefono che si riempiono di storie, alcune il cui finale è ancora tutto da scrivere. Una di queste è la mia. Raccontare emozioni e dare voce a chi non ce l’ha.

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