Oggi Dusan Vlahovic è un gioiello costato alla Juve oltre 70 milioni (QUI tutte le cifre), ma a portarlo in Italia, alla Fiorentina, per appena 1.5 milioni di euro fu Pantaleo Corvino, oggi responsabile dell’area tecnica del Lecce, che intuì da subito le potenzialità di quell’attaccante ancora minorenne.
“Eppure all’epoca non mancarono le critiche: qualcuno giudicò la cifra eccessiva per un ragazzino no tesserabile subito e che precludeva l’ingaggio di altri extracomunitari i Della Valle si fidarono di me. Sapevo di investire bene e non potevo indugiare”, le ammissioni di Corvino a “La Stampa”.
Corvino svela poi un retroscena: “Vlahovic era corteggiato da club di grande appeal, alcune con possibilità economiche nettamente superiori. Sulle sue tracce c’erano anche Juventus e Atalanta in Italia, all’estero Arsenal e Borussia Dortmund“.
Corvino, all’epoca dirigente della Fiorentina, racconta come è scattato il colpo di fulmine con Vlahovic: “Ero a Belgrado a trattare Milenkovic, fu un attimo intuire le qualità di Dusan. Davanti al contratto, erano comunque cifre importanti per un ragazzino, la madre del ragazzo mi disse sorridendo: ‘Le do il nuovo Batistuta’. E io le risposi: ‘Mi basta il nuovo Toni’”
L’INTERVISTA COMPLETO SULL’EDIZIONE ODIERNA DELLA STAMPA
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