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Pisa, l’ad Corrado rivela: “Avevamo contattato Demichelis. È molto interessante”

Martin Demichelis (IMAGO)

Le parole di Giovanni Corrado, amministratore delegato del Pisa, ai microfoni di Sky Sport

In casa Pisa è la serata di Oscar Hiljemark: il post-Gilardino riparte proprio l’allenatore svedese. Ai microfoni di Sky Sport, Giovanni Corrado – amministratore delegato del club nerazzurro – ha svelato un retroscena relativo proprio alla panchina: “Avevamo contattato Martín Demichelis, un’altra idea sempre straniera. È un ragazzo che ci è piaciuto molto, ha fatto sia Monterrey che River Plate, secondo noi è un ragazzo molto interessante“.

Il dirigente ha raccontato anche un’altra opzione cercata negli scorsi mesi: “Quest’estate noi avevamo come candidato forte Almeida, con il quale abbiamo parlato tanto, che è arrivato fino a una shortlist finale, poi dopo ha ricevuto l’offerta del Siviglia. Abbiamo contattato sempre d’estate Van Bommel, ma un altro ragazzo con cui abbiamo parlato che non è mai venuto fuori è Fernando Gago“.

Corrado è poi tornato sulla scelta di Hiljemark: “Noi, negli anni, anche quando abbiamo fatto questa selezione per i campionati di Serie B e Serie A, sui profili stranieri abbiamo sempre inserito come caratteristica, nelle valutazioni con i nostri scout e con il direttore, il fatto che avessero un’esperienza italiana. Perché l’esperienza italiana, al di là dell’adattamento al campionato, permette un ambientamento più semplice. Per un ragazzo come lui, intelligente, che ha dovuto interrompere bruscamente la carriera molto presto, aver fatto cinque anni in Italia ti dà già una cifra di quello che può essere il tuo lavoro rapportato a questo campionato. La cosa che ci è piaciuta, in particolare in questi primi tre giorni di allenamento, è che ti riconosce come persona e ci devi lavorare insieme. Però tre concetti ci ha dato e tre concetti ha messo in atto“.

Il dirigente ha proseguito così: “Tante volte il ragazzo giovane tende ad avere un eccesso di entusiasmo nell’iniziare un’avventura così, per la voglia di far vedere tante cose. L’esperienza italiana, secondo me, gli ha dato nozioni sufficienti per sapere che l’Italia è un paese pragmatico. Puoi fare tante cose belle, ma poi vieni giudicato per il risultato. Specialmente in una situazione come quella attuale di Pisa, la pragmaticità con cui ha approcciato al nostro momento, attraverso il suo metodo di lavoro, denota un’apertura mentale e un’intelligenza già di alto livello“.

Redazione

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