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Copa del Rey, Villar e la locura Unionistas: “Nessuna paura del Barcellona”

Una locura“. Questo è l’unico termine che Javier Villar, centrocampista dell’Unionistas de Salamanca, trova per descrivere la vittoria contro il Villarreal in Copa del Rey. Se non è stata follia, poco ci manca. Un sedicesimo di finale giocato in due giorni per un’interruzione causa blackout e terminato ai calci di rigore, dove la squadra di Dani Ponz (tredicesima in Primèra Division, terzo livello del calcio spagnolo) ha avuto la meglio del “Submarino Amarillo“.

 

Pensavamo che riprendere a giocare il giorno dopo ci avrebbe svantaggiato.racconta Javier Villar a gianlucadimarzio.com – Di sicuro il Villarreal avrebbe avuto più mezzi per recuperare le energie. Ma siamo riusciti a mettere qualcosa in più di loro in campo e abbiamo fatto una vera impresa“. Ora ad attendere i blanquinegros agli ottavi di finale c’è il Barcellona di Xavi.

Villar: “Barcellona, la mia rivincita. Serve la gara perfetta”

Per Javier quella con i blaugrana non sarà una sfida come le altre. Per due motivi. Primo: il classe 2004 è di proprietà del Real Madrid, club che tifa da quando era bambino. Secondo: un passato infelice a La Masìa: “Da piccolo iniziai a giocare nel Murcia, la squadra della mia città. A 15 anni mi chiamò il Barcellona. Iniziai ad allenarmi con loro ma dopo poco tempo mi dissero che non contavano su di me. Ero un ragazzino, quelle parole fecero molto male“, racconta Villar.

Il match contro il Barça è in programma giovedì 18 gennaio. Per Villar e tutto l’Unionistas un vero appuntamento con la storia: “Sarà una partita fantastica, con tantissima gente allo stadio. Loro ci possono battere facilmente, hanno una qualità superiore. Ma vogliamo sfruttare le nostre armi e i loro punti deboli. Non siamo intimoriti, ce la godremo giocando senza paura. Servirà una gara perfetta come quella contro il Villarreal“. L’entusiasmo è palpabile. Basti pensare che al sorteggio con il Barcellona, nello spogliatoio dell’Unionistas è scattata una vera festa. Un’altro momento che Javier definisce “una locura“.  

Dalle parti del Reìna Sofia (stadio di Salamanca da 5.000 posti) ci era già passato il Real Madrid. Il 22 gennaio 2020, sempre in Copa del Rey ai sedicesimi di finale. Finì 3-1 per la squadra di Zidane. Fu il primo match di un certo fascino giocato da un club nato appena 7 anni prima. Il cammino dell’Unionistas comincia dalle ceneri dell’Uniòn Deportiva (vecchio club della città) e dal fango dei campi del campionato provinciale di Salamanca. Da dove tutto è partito. Con un’ideale: il calcio popolare. L’Unionistas è infatti fondato e gestito dagli stessi tifosi. Un’azionariato al quale ci si può unire diventando socio. Oggi il club ne conta 4.895. 

Villar e il fratello Gonzalo: “Ho imparato a giocare a calcio grazie a lui”

Javier è il fratello minore di Gonzalo Villar, visto in Italia con le maglie di Roma e Sampdoria e oggi centrocampista del Granada. “Abbiamo un rapporto veramente speciale – racconta – Fin da quando eravamo bambini giocavamo tutto il giorno a calcio insieme. Ho imparato a giocare grazie a lui“. Su chi sia il più forte, si sbilancia in maniera scherzosa: “Dico sempre io, perché sono più aggressivo in campo. Lui però ha tanta qualità“. E su un futuro in Serie A come il fratello, Javier tiene aperte le porte: “Non mi dispiacerebbe. L’Italia è un bellissimo paese e il campionato mi piace molto. Sarebbe bellissimo giocare in qualche squadra italiana“.

Davide Lusinga

Giornalista pubblicista classe 2000. Napoletano di nascita e milanese d’adozione. Non aver mai completato un album delle figurine Panini è un mio rimpianto. Cerco di rifarmi collezionando magliette delle squadre di calcio. A pallone ci giocavo, ma mi viene meglio raccontarlo. Il mio stile di vita è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

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