Francisco Conceicao ha rilasciato una lunga intervista a La Stampa in cui ha parlato del suo rapporto con l’allenatore della Juventus, Thiago Motta: “Ci chiede creatività quando siamo nell’ultimo terzo di campo. Ci dice che dentro ad una strategia collettiva, ognuno è, poi, libero di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche”.
“Io penso che vincere debba essere un’esigenza: ho vissuto un po’ ad Amsterdam, all’Ajax, un bel po’ al Porto e, ora, alla Juve. Club storici e club dove conta arrivare prima degli altri”, ha continuato poi Conceicao che ha chiarito anche il suo futuro.
“Non mi vedo di passaggio con questa maglia, altri discorsi non li posso fare perché non tocca a me farli. Ma il progetto Juve mi piace…Torino mi incuriosisce molto: qui c’è tutto per vivere al meglio la mia professione”, ha spiegato il portoghese.
In conclusione, il 7 bianconero ha parlato di come ci si sente a essere un “figlio d’arte”, situazione che condivide con Weah alla Juventus: “Tra di noi parliamo della “strana” circostanza che ci lega ad una storia comune. Mio padre con quello di Thuram hanno anche giocato insieme…”.
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