Jeventus, Comolli (imago)
Le parole dell’amministratore delegato della Juventus sull’arbitraggio della partita contro il Galatasaray e non solo
“Ci vorranno anni per riprendermi“. Ha commentato così, Damien Comolli, l’eliminazione della Juventus dalla Champions League, al termine di un doppio scontro terminato solo ai supplementari.
L’amministratore delegato della Juventus, ha parlato in occasione del Financial Times Football Summit, non girandoci tanto attorno per quanto riguarda la sua valutazione sull’arbitraggio: “Cercherò di non farmi sospendere dalla UEFA visto che sono stato sospeso dalla FIGC dopo quello che è successo all’Inter, che sono sicuro tutti hanno visto“, ha esordito il dirigente.
“Ieri c’è stata un’altra decisione arbitrale molto frustrante” – ha proseguito – “Non capisco come, per una partita come questa, abbiano mandato un arbitro che ha diretto solo 10 partite nella sua vita in Champions League con quello che c’è in gioco. Un altro cartellino rosso incredibilmente frustrante che non era mai un cartellino rosso e finiamo per essere fuori dalla Champions League. La partita farà male per molti, molti anni, senza dubbio“.
Comolli ha poi spiegato quella che resta la sua filosofia, anche di fronte a risultati mancati: “Una partita non dovrebbe cambiare il modo in cui pensiamo. Ed è anche per questo che usiamo i dati, perché i dati ci aiutano a prendere decisioni razionali in un ambiente incredibilmente emotivo e irrazionale, che è lo sport di alto livello. E dico sempre alle persone che siamo pagati per fornire emozioni, siamo pagati per creare emozioni e siamo pagati per non avere emozioni quando prendiamo decisioni“.
Comolli ha anche parlato del suo rapporto con la proprietà e in particolare John Elkann: “È la prima volta che lavoro con una famiglia che possiede un club, è la proprietà più lunga di qualsiasi franchigia, di qualsiasi organizzazione sportiva al mondo. La stessa famiglia possiede lo stesso club di calcio dal 1923. Ed è un privilegio incredibile. La prima cosa che ho detto a John Elkann, la prima volta che ci siamo incontrati, era che per me era molto, molto, molto importante capire cosa significasse la Juventus per lui e per la sua famiglia. E conserverò quelle parole, mi ha detto tre parole che probabilmente terrò per me fino al letto di morte. Ma le uso costantemente perché sono un riferimento per me. E le uso per essere allineato con lui e per allineare il resto del club e la comunità con i valori della famiglia e con i valori che John Elkann mi ha trasmesso quel giorno. Questo è molto importante“.
Poi, sui soci di minoranza di Tether, ha detto: “Guardate, John è stato molto chiaro su questo e ha detto che non venderà mai il club. Era nello spogliatoio ieri sera a ringraziare i giocatori e l’allenatore per lo sforzo. È incredibilmente coinvolto finanziariamente, emotivamente, guardando avanti, pensando in modo saggio e strategicamente molto, molto coinvolto, molto impegnato nel club“.
Ma cosa serve alla Juve per tornare a vincere? Questa la risposta di Comolli: “Se dovessi rispondere alla domanda oggi, direi continuità. Penso che sia importante che manteniamo lo stesso allenatore, che manteniamo la stessa strategia, che manteniamo lo stesso stile di gioco. Penso che il club abbia avuto 6, 7 o 8 allenatori diversi nell’arco di 2 o 3 anni. Inclusi quelli ad interim, sapete, una partita qui, una partita lì. Quindi penso che la continuità nel nostro progetto sarà fondamentale. Penso che la squadra stia trovando amalgama e che si stia amalgamando grazie al contributo di Luciano Spalletti, da quando è arrivato. Quindi se dovessi usare una parola, è continuità ovunque. Continuità nell’allineamento, continuità nello stile di gioco, continuità con i giocatori che stanno mostrando quanto sono bravi con le prestazioni di ieri sera. Ed è probabilmente ciò di cui abbiamo bisogno se vogliamo avere successo“.
Infine, l’ad bianconero ha concluso: “Cosa mi tiene sveglio la notte? La Juventus. In un club di questa grandezza c’è così tanto che possiamo fare, così tanto che possiamo sviluppare. Così tanta responsabilità per via della base di tifosi che abbiamo. Sono 575 milioni di tifosi a livello globale, 200 milioni di follower. Quindi vado a dormire pensando alla Juventus, sogno la Juventus, mi sveglio Juventus. La portata dell’intero lavoro e del club per quello che è, e della comunità, è così grande. Sento così tanta responsabilità nel fare le cose nel modo giusto. Non posso dire questo, questo o quest’altro. È l’insieme che voglio rendere perfetto ed essere migliore ogni giorno e portare il club a un livello più alto ogni giorno quando mi sveglio“.
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