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Como, l’istituzione Livio Prada: “Qui da 43 anni, tra vin brulé e the caldo”

“Livio ci sei?”, e dall’interno dello stanzino dei raccattapalle dello stadio Senigallia si sente una voce allegra: “Eccomi!”. Chi ci accoglie è un ragazzino di 86 anni che dal ’73 segue le vicende sportive del Como. “La prima cosa che ho fatto per il Calcio Como è stato portare Gigi Meroni dal San Bartolomeo”, si presenta così Livio Prada che tra arbitri, raccattapalle, vin brulé e the caldo è sempre stato accanto alla squadra del cuore. “All’epoca ero il presidente del San Bartolomeo e convincere Meroni fu un gioco da ragazzi”. Poi è arrivato l’incarico di addetto agli arbitri. “Michelotti, che era mio coetaneo, era diventato un mio grande amico così come tanti altri che sono passati da queste parti. Pensa che il figlio del mitico Pairetto ha esordito in questo stadio sotto gli occhi di suo padre in tribuna”.
Per il Calcio Como Livio è una sorta di istituzione: sa tutto di tutti ed il suo vanto più grosso è quello di essere amico di ogni singolo giocatore presente e passato. “Per loro sono un punto di riferimento, dal campo di allenamento di Orsenigo dove trascorro le mie giornate, alla loro vita quotidiana dal momento che per qualunque necessità si rivolgono a me”.
Mentre parliamo gira il vin brulé nella pentola e controlla che la temperatura sia quella giusta. “Lo preparo per le squadre, i raccattapalle, gli arbitri e le forze dell’ordine che fanno servizio allo stadio. E’ diventata una tradizione alla quale non rinuncerei mai”.
Il suo è un volto così amato e noto in città che per la campagna abbonamenti della stagione 2012-13 la società ha deciso di mettere la sua faccia. “Per me fu una sorpresa perché nessuno me lo aveva detto. Il giorno dopo mi hanno chiamato le nipotine che vivono a Londra e dicendo che mi avevano visto sulle immagini che giravano su Facebook. E’ stata una sensazione bellissima, anche perché tutto ciò che faccio per il Como mi riempie il cuore di felicità”.
Potremmo stare a parlare per ore, ad esempio del suo rapporto con gli arbitri che a detta sua “oggi parlano un po’ meno con me”, o dei calciatori che “rispetto a qualche anno fa sono molto più svegli”, ma si sta facendo tardi e la pentola con il vin brulé deve essere tenuta d’occhio. Ciao Livio, giovanotto inesauribile che tieni caldo il cuore e la mente di tutto il Calcio Como.

Redazione

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