Iván Azón, giocatore Como
Cosa ci hanno suggerito le prime due amichevoli precampionato dei biancoblù (Como Cup compresa)
Alzare il livello. Questa la missione del Como. Questa la missione di Cesc Fabregas. Una volontà espressa in modo chiaro dalle strategie, dai progetti e dal mercato del club. Una volontà dichiarata con coraggio dall’allenatore Fabregas. Integrare i nuovi, coltivare i talenti della rosa, migliorare i risultati della stagione passata.
Una visione a lungo termine da costruire un passo alla volta. A partire dalle prime uscite estive e da quella Como Cup con Al Ahli, Celtic e Ajax le partecipanti. Avversari storici e di livello a certificare le ambizioni di tutto il mondo comasco.
E anche un modo per iniziare a far integrare i nuovi arrivati. Diversi quelli che hanno trovato spazio nella gara inaugurale del torneo: da Baturina e Kuhn ad Azon, ancora in rete. Un 3-1 in rimonta contro Kessie e Mahrez che ha lasciato buone impressioni al pubblico del Sinigaglia.
Una rosa ricca, come richiesto da Fabregas. Tanta competizione, giovani di prospettiva e con fame e pronti a fare loro e mettere in tempo le nozioni tattiche dell’allenatore. È un prodotto nato ormai mesi fa. Cresce. E lo fa in modo graduale e continuo. Il Como di Fabregas prende forma.
E tanto per cambiare, c’è un altro spagnolo (l’ennesimo) che può rivelarsi la sorpresa del campionato. Arrivato nel mese di gennaio dal Real Zaragoza, Iván Azón ha esordito con il Como solo in questo precampionato. Ma la sua non è stata una semplice comparsa: contro Lille e Al-Ahli lo spagnolo lascia il segno per 3 volte. E lo ha fatto in pochissimi minuti.
Ma cos’ha di diverso rispetto agli altri attaccanti in squadra? Ama attaccare la profondità (e si è visto), piede educato e ottimi tempi di inserimento. Il prototipo perfetto per il gioco verticale voluto e ricercato di Fabregas. Da oggetto misterioso a possibile sorpresa: così Iván Azón potrà essere l’uomo in più di un Como sempre più spagnolo (e divertente).
A cura di Nicolò Franceschin e Lorenzo Bloise
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