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“Come limitare Kane? Linea difensiva alta, ai 25 metri: come al San Paolo”. Juventus, i consigli di Maldera

Juventus-Tottenham, riflettori accesi allo Stadium. Torna la Champions e il primo ostacolo da superare per i bianconeri è il super bomber degli spurs, Harry Kane: 32 gol in 33 gare. A dare qualche consiglio alla Juventus, semmai ce ne fosse bisogno, ci pensa Andrea Maldera, ex Milan e ora tattico dell’Ucraina di Shevchenko: “Il Tottenham ha peso e centimetri, però la Juventus è superiore come principi di tattica: difende meglio e in attacco ha più soluzioni. La squadra di Pochettino di solito si mette a 4-2-3-1 e crea la maggior parte dei pericoli con i quattro davanti. Eriksen più che l’esterno è una mezzala in fase di costruzione e un trequartista quando riceve palla tra le linee. Alla fine però la finalizzazione passa da uno solo: Kane ha segnato il 43 per cento dei gol degli Spurs. L’attaccante inglese partecipa poco alla manovra, ma in area è un cecchino. Il Tottenham è una squadra molto diretta in fase offensiva, ama mantenere la gestione della palla, ma alla fine passa tutto da Kane. E questo può essere un vantaggio per la Juve. Come limitare Kane? Cercando di tenerlo il più possibile lontano dall’area, mantenendo la linea un po’ più alta del solito, sui 25 metri. Kane è devastante negli ultimi metri, ma fuori dall’area è un attaccante più normale. Mi aspetto una fase difensiva della Juventus non bassissima, però molto compatta in modo tale da non concedere spazi tra le linee, dove Eriksen è letale. L’atteggiamento dei bianconeri sarà simile a quello del successo del San Paolo contro il Napoli: stretta in mezzo, lasciando agli inglesi maggiore libertà sugli esterni perché uno come Eriksen è pericoloso quando gioca dentro il campo, non in fascia”.

Allegri dovrà puntare sulla fascia sinistra: “La Juventus dovrà puntare sulla fascia sinistra con Alex Sandro e Mandzukic. A destra il Tottenham soffre: Eriksen fatica a ripiegare all’indietro e a difendere. Alex Sandro e Mandzukic possono rivelarsi determinanti. Altri punti deboli? Il limite più grosso è la difficoltà nel difendere di reparto: per i centrali del Tottenham il riferimento è l’uomo, non la palla. Di conseguenza possono crearsi degli spazi in cui gli inserimenti della Juventus possono fare la differenza. Mi aspetto che Higuain possa venire incontro tra le linee a ricevere palla liberando uno spazio alle sue spalle che può essere attaccato con le mezzali – in particolare con Khedira che ha un grandissimo tempo di inserimento – e con Mandzukic. I difensori del Tottenham, spesso attratti dall’uomo, vanno in difficoltà in questo tipo di letture”. L’intervista integrale sulle pagine di Tuttosport.

Redazione

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