Cuffie, faccia concentrata, quasi in un’altra dimensione. E’ l’immagine di un giocatore prima di una gara; tutto merito delle loro playlist che diventano un vero e proprio rito prima di entrare in campo. E chissà se Mozart è mai stato la colonna sonora di un pre partita di qualche top player. Di sicuro Giovanni Trapattoni lo consiglierebbe: “Se ascolti Mozart, giochi meglio a calcio” disse anni fa in un’intervista. “Si impara molto sugli intervalli, il tempo, il ritmo e su come leggere una partita”. Ne era sicuro il Trap. Lui, amante della musica classica. Una passione che ha da sempre. O meglio, da quando gliel’ha “iniettata” Giovanni Battista Monti. Non certo uno qualunque. ‘Ginko’ per la Milano rossonera, per via di quella somiglianza con l’ispettore comparso nel ’62 sulle pagine di Diabolik. Medico sociale del Milan dal ’66 al ’98, fece appassionare proprio il Trap alla musica classica: “Così ho incominciato a conoscere i grandi della musica, Bach, Vivaldi, Beethoven e Mozart. Me li porto sempre dietro, quando posso metto un disco”, le sue parole in un’intervista degli anni ’80 a Repubblica, parlando di come nacque il suo amore per la classica. La stessa musica che consiglia ai giocatori. Tanti strumenti, l’accordo giusto, la melodia vincente. Perché in fondo un allenatore è un po’ anche un direttore d’orchestra.
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