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Colantuono verso il Vicenza: “Ora tutti uniti per il bene del Bari, campagna acquisti eccellente”

Ora non si scherza più. Il messaggio di Stefano Colantuono è al Bari, ma anche a se stesso: “Siamo in rincorsa e non avevamo la classifica attesa: i 10 acquisti del mercato di gennaio rappresentano un’inversione di tendenza. Ma non diciamo che inizia un altro campionato: semplicemente domani contro il Vicenza sarà una partita estremamente complicata”. Parigini, Floro Flores, Morleo, Suagher, Macek, Salzano, Greco, Raicevic, Offredi e Galano: 10 acquisti e altrettanti addii per risalire una classifica che oggi vede i biancorossi decimi in classifica. Per una scalata che avrà il via domani alle 18, quando al “San Nicola” arriverà il Vicenza degli ex De Luca, Doumbia e Ebagua: “De Luca? I cali di entusiasmo capitano nella carriera: con me ha sempre giocato in 8 partite – ha spiegato in conferenza stampa l’allenatore biancorosso – ma probabilmente il suo ciclo a Bari era finito. Ha perso un po’ di autostima e quindi ha preferito andare a cercare fortuna da un’altra parte. Domani lo temerò come tutti gli avversari in campo”. Lo sguardo è tutto al suo gruppo: “I nuovi? Dovremo cercare di inserirli nel minor tempo possibile: io ho sempre preferito avere l’imbarazzo della scelta se voglio raggiungere obiettivi importanti. Ieri ho parlato coi ragazzi. Sono stato chiaro con loro. Li ho visti molto concentrati”.

Dal gruppo ai singoli, passando per un concetto chiaro: “Ho notato tutto e non ho notato niente – scherza Colantuono – gli scontenti fanno parte del calcio: io non posso pretendere che chi non gioca sia sempre felice. L’essenziale è che il malcontento non vada a nuocere sulla squadra: chi mette i bastoni tra le ruote a questo percorso non è ben accetto”.

La certezza è una: non ci sono gerarchie. Nemmeno per Brienza: “Franco è un giocatore di grande qualità. A parte la gara con l’Avellino non ho potuto mai schierarlo a centrocampo perché eravamo corti in avanti, ma a me sono sempre piaciuti i centrocampisti di qualità. Può essere mezz’ala o trequartista”. Chi non partirà probabilmente dal primo minuto è Riccardo Maniero: “Ha avuto un percorso travagliato quest’anno, ma lui deve stare assolutamente tranquillo. In alcune partite non era in condizioni perfette, si è allenato spesso con dei dolori: deve mettere a posto qualche problemino fisico che ha da un pò di tempo. Questo ora ci permetterà di gestirne la situazione fisica”.

Mancheranno per infortunio Ivan e Moras, ma almeno altri quattro calciatori dovranno sedersi in tribuna. Quasi certamente, però, gli squilli dell’ultimo giorno come Galano, Raicevic e Greco saranno della partita dal primo minuto: “E chiaro che chi è arrivato non giocava 90 minuti da un pò di tempo, sebbene si fosse sempre allenato. A qualcuno manca il ritmo partita. Vediamo domani come si metterà la gara, ma non ho ancora deciso nulla”.

L’ultimo pensiero al passato è per chi è andato via da Bari nella sessione invernale di calciomercato (“Hanno dato tutto” e per chi ha assecondato le richieste dell’allenatore: “Il presidente e il direttore hanno fatto un lavoro straordinario – ammette Colantuono – prendere tutti questi calciatori a gennaio non era facile. Il regista? Non manca, dovevamo fare delle scelte e dovevamo anche fare i conti con la lista. C’erano delle uscite previste (Romizi e Martinho, ndr) che non si sono più realizzate: all’occorrenza in quel ruolo ci sono Basha e Greco, ma posso provare anche Fedele in quel ruolo. Dobbiamo anche provare, se ti servono tutto è troppo facile”.

Con lo sguardo sempre rivolto anche alle concorrenti: “Lo Spezia ha preso buoni giocatori come Giannetti e Fabbrini, ma tutti hanno fatto qualcosa. Chi aveva una classifica positiva non aveva bisogno di fare grossi innesti, ma solo di rifinire l’organico. E’ chiaro che la serie A va sempre programmata, non si improvvisa dall’oggi al domani”. L’orizzonte è rivolto a un mese fondamentale: “Si deciderà tutto in aprile, quando si giocheranno sette partite di campionato. Arrivare in quel momento con un organico ampio e in forma sarà fondamentale”.

Luca Guerra

Nato un anno prima della caduta del Muro di Berlino, mi piace rompere gli schemi dell'informazione. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista pubblicista, scrivo quando e in ogni modo possibile: il sedile di un treno o il banco di un fast-food sono ottime scrivanie alternative. Il giornalismo la passione di una vita, il calcio come stella polare di questa passione.

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