Se c’è un giocatore imprescindibile nel Cittadella, questo è Nicola Pavan. Otto presenze su otto partite di Serie B, 720 minuti in campo e zero sostituzioni: numeri che hanno elevato il classe 1993 nella ristretta élite degli stacanovisti della Serie B. In tutto il campionato, infatti, solo sei giocatori di movimento vantano questo minutaggio.
Un titolarissimo per Gorini che ha trasformato Pavan da mediano a difensore centrale. Un doppio ruolo, un po’ come Daniele De Rossi: “Per me è sempre stato un punto di riferimento” racconta il difensore a Gianlucadimarzio.com, che lo scorso anno ha affrontato il suo idolo in un Cittadella-Spal.
Nato a 40 km dal Tombolato, Pavan ha costruito la sua carriera tra il Veneto e la Lombardia. Prima il settore giovanile del Vicenza, poi un passaggio in D al Valdagno e il salto tra i professionisti con il Real Vicenza nel 2013. Una tappa, però, associata anche a un brutto ricordo: “Il primo anno rimediai la rottura del crociato e persi l’intera stagione – racconta – È stata dura, è stata una mazzata”.
L’infortunio, però, segnò un nuovo inizio per Pavan con un punto di riferimento: Michele Marcolini. “Devo ringraziarlo molto perché mi diede fiducia” ammette il giocatore vicentino che, dopo un passaggio a Pavia, si è guadagnato la Serie B nel 2019 dopo tre anni e mezzo con il Renate. “Quando è arrivata la chiamata del Cittadella ero contentissimo, ho provato grande gioia per il salto di categoria“.
Pavan ha giocato finora 122 partite con il Cittadella e di ricordi non ne mancano. Sia di belli, che di brutti. Come la finale play-off persa nel 2021 contro il Venezia, il momento più alto della carriera di Pavan che coincide con un momento da dimenticare: “La doppia partita è il mio ricordo peggiore – ammette – Siamo arrivati a un passo dal sogno, ma purtroppo è andata male“.
Dai brutti ai bei ricordi. Come le sfide vinte a Marassi contro Sampdoria e Genoa: “Quando entri in quello stadio ti senti veramente un giocatore di calcio – racconta Pavan – C’è un’atmosfera pazzesca e un tifo incredibile. Aver vinto contro Samp e Genoa da più valore a quelle partite. Contro la Samp è stato un match bello, tirato. Sicuramente è stata una bella emozione“.
Se nei ricordi ci sono le sfide con Samp e Genoa, nel cuore di Pavan c’è invece la passione per un altro club: il Milan. “Io sono sempre stato milanista, sin da piccolo – spiega – Mi piace molto Leao. Peccato che sia andato via Tonali, lui aveva uno spirito che mi piaceva molto“. Quello stesso spirito che mette in campo Pavan, il pilastro del Citta.
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