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Il ritorno del figliol prodigo Cioffi: “Stavo andando all’estero, ho scelto Udine”

Il “figliol prodigo” è tornato a casa. Sicuro di sé e della squadra, ottimista per il futuro. E soprattutto sereno: il gol di Lucca è stata una liberazione, e lo conferma l’abbraccio successivo, che assomiglia a un ringraziamento dell’allenatore al suo attaccante. 

E dire che, al contrario di quanto ci si aspettava, Cioffi gli aveva preferito Success dal primo minuto. Una scelta che non sminuisce Lucca, ma conferma la voglia dell’allenatore toscano di ripartire dalle sue certezze, dai “fedelissimi”. E quindi 3-5-2 con Success e Pereyra davanti.

Il ritorno di Cioffi: la sua partita

Cercherò di far cambiare idea ai tifosi“, aveva detto presentandosi in settimana. Il riferimento era allo striscione apparso a Udine nei giorni precedenti: la piazza non aveva “digerito” il suo addio di un anno e mezzo fa, la scelta di Verona. Mesi dopo eccolo di nuovo lì. Stesso look, stessa carica a bordo campo. Prima parla col suo vice Bacci (lo staff tecnico è cambiato dopo l’esonero di Sottil), poi approfitta delle pause per spiegare a Kabasele i movimenti. Resta seduto solo qualche istante, prima di uscire dall’area tecnica prendendosi i richiami del quarto uomo. La sua grinta fa bene all’Udinese soprattutto nel secondo tempo, dopo un avvio favorevole al Monza

L’addio a Udine non aveva fatto bene a Cioffi, che a Verona era stato esonerato nel girone d’andata. All’Udinese era andata meglio con Sottil, partito alla grande nella stagione 2022-2023. Poi il calo vistoso, fino all’esonero e al ritorno dell’ex vice di Luca Gotti. 

Soddisfatto del punto? Ho visto quello che piace vedere a me“, commenta Cioffi. “Nel secondo tempo qualcosina in più lo meritavamo. Questa squadra sa giocare a calcio: Bijol è un centrocampista dietro, Kabasele il passaggio lo fa, per non parlare di Samardzic, Walace e gli altri. L’atteggiamento? Preferisco essere con l’infarto in panchina per una partita con l’atteggiamento di chi vuole vincere piuttosto che non vuol perdere“. 

In conferenza rivela anche un retroscena: “Stavo andando all’estero, ma ho scelto Udine. Non ero lì a fare la cornacchia in tribuna, quando ho ricevuto la chiamata della possibilità ho visto l’Udinese e l’ho giudicata una squadra da prendere“. sul problema realizzativo: “Ora stiamo raccattando dei gollettini da tutte le parti. La mentalità è quella di voler vincere da tutte le parti, e non lo dico con arroganza: se pensi di poter vincere la partita, forse in qualche modo la vai a vincere, anche con lo spirito santo…“.

Lo spiega bene Lucca: “Il mister ci ha chiesto di giocare semplice“, ha detto. In pochi giorni “si poteva lavorare sull’aspetto psicologico“, dice l’allenatore. E Cioffi, parlando con Success, ha già iniziato a mettere qualche mattoncino: “Con lui abbiamo anche discusso delle sue necessità per fare calcio“. La voce rauca, quella di chi non è stato zitto un attimo. Lo sguardo fisso. Cioffi riparte da qui. 

 

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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