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Cina, no ai tatuaggi in tv: i calciatori li coprono con lo scotch

Pausa per le nazionali, tempo di amichevoli e tempo anche di China Cup. Seconda edizione per il torneo europeo che vede la Cina guidata da Marcello Lippi padrona di casa ospitare Galles, Uruguay e Repubblica Ceca in questo mini-campionato iniziato ieri e che si concluderà il prossimo 26 marzo. Dopo la goleada del Galles contro la formazione di casa, oggi l’Uruguay di Suarez e Cavani ha sconfitto 2-0 la Repubblica Ceca di Patrik Schick, in campo per tutti i 90 minuti del match. Tra le fila della Celeste ha esordito anche Lucas Torreira della Sampdoria – celebrato poi anche dei profili ufficiali della stessa nazionale. Proprio l’attaccante del Barcellona e quello del Paris Saint-Germain sono stati grandi protagonisti della partita, con quest’ultimo capace di segnare un gol straordinario in rovesciata e di mandare così la sua squadra a giocarsi la finale proprio contro la formazione guidata da Gareth Bale (a sua volta autore di una tripletta nella partita di ieri).

Tra le curiosità offerte dal torneo non è passata inosservata quella che ha riguardato i calciatori della nazionale di casa, scesi in campo con alcune parti del corpo visibilmente coperte dal nastro adesivo. Così i calciatori hanno dovuto mascherare i loro tatuaggi, dopo il divieto imposto dallo Stato; qualche settimana fa, infatti, la decisione autoritaria era arrivata proprio dai vertici del paese che avevano proibito a tutti di mostrare in tv qualsiasi disegno sul proprio corpo e anche ogni rimando alla cultura Hip Hop. Questa la decisione della dittatura comunista, riproposta anche in campo dal momento che la partita è stata trasmessa in diretta nazionale.

Niente tatuaggi quindi, nemmeno per i calciatori che non sono si possono considerare direttamente veri “personaggi televisivi”. L’autorità di controllo dei media di Pechino intende così cancellare ogni traccia di una moralità non allineata al partito e per questo “non nobile“. In Cina chi esibisce tatuaggi viene considerato “senza gusto, volgare e osceno, con un basso livello ideologico e senza classe”. Nei mesi scorsi due rapper cinesi molto famosi in patria erano stati criticati per i testi delle loro canzoni e uno di loro era stato costretto poi a scusarsi; così il governo aveva diffuso l’obbligo di eliminare ogni forma culturale non condivisa dal regime.

Un obbligo che è arrivato fino ai campi di calcio, dove la China Cup sta attirando le attenzioni dello sport anche grazie alla presenza di calciatori come Bale, Suarez e dello stesso Schick. La formazione di casa ha concluso subito il suo torneo, la finale di lunedì vedrà il Galles sfidare l’Uruguay ma le immagini delle parti del corpo dei calciatori cinesi coperti dal nastro adesivo hanno comunque fatto il giro del mondo.

Marta Fornelli

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