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Inter, Chivu: “Se c’è una squadra che può ribaltare il risultato è la nostra”

Inter, Chivu (imago)

Le parole di Cristian Chivu a Sky Sport alla vigilia della sfida contro il Bodo/Glimt. Le sue dichiarazioni

Missione rimonta per l’Inter. A San Siro i nerazzurri puntano a ribaltare la sconfitta per 3-1 nel match d’andata contro il Bodo/Glimt.

Ai microfoni di Sky Sport, Cristian Chivu ha parlato dell’importanza dell’appuntamento: “Bisogna entrare in campo per vincere. Non dobbiamo avere la pressione di fare 2-3 gol, dobbiamo capire i momenti. Siamo una squadra in grado di ribaltare il risultato negativo, ma dobbiamo mantenere equilibrio perché il Bodo è pericoloso nelle transizioni“.

L’allenatore dei nerazzurri ha proseguito parlando del match d’andata: “Abbiamo portato a casa una sconfitta e tanta amarezza, abbiamo pensato subito al Lecce e da sabato sera stiamo pensando a questa. A Lecce abbiamo giocato a meno di 72 ore dal Bodo comprese le trasferte, ma siamo in grado di ribaltare il risultato e faremo del nostro meglio“.

Chivu è tornato anche sulla possibile convocazione di Denzel Dumfries in vista del match di San Siro: “Vedremo“. L’allenatore dell’Inter crede nella possibile rimonta: “Stiamo cercando di costruire dall’inizio e prendere una partita alla volta senza fare pianificazioni. Siamo pronti e siamo in grado sia dal punto di vista fisico e mentale, sapremo gestire tutte le partite che avremo da affrontare“. Una sfida che potrebbe durare anche oltre i tempi regolamentari: “Mi interessa l’approccio, la fiducia ed essere la migliore versione nostra. Possiamo ribaltarla. Possono essere 120 minuti più i rigori, dobbiamo essere pronti su tutti i punti di vista”.

Le parole di Cristian Chivu

L’allenatore nerazzurro ha poi parlato delle difficoltà che presenterà la partita: “Sapevamo già prima che non sarebbe stato semplice affrontare il Bodo, dovevamo adattarci al meglio e purtroppo non siamo stati in grado di farlo. Sapevamo però della loro forza e di quanto fatto di buono nelle precedenti partite, non siamo stati all’altezza in alcuni momenti dove abbiamo lasciato qualcosa. Speriamo che domani non accada di nuovo”. Poi sull’assenza di Lautaro: “Noi abbiamo tanti leader, e lo hanno fatto vedere da inizio stagione. In tanti sanno che il loro contributo è fondamentale, speriamo di continuare a marciare su questi fondamenti”.

Per poi continuare sui suoi giocatori: “Questi ragazzi hanno la convinzione e lo fanno vedere da 3 mesi a questa parte. Abbiam perso, ma questo non ha tolto fiducia o autostima, né la cultura del lavoro che un gruppo deve avere per continuare a marciare. Non c’entra niente una partita persa, quello che conta è dare sempre il massimo partita dopo partita. Noi sappiamo cosa dobbiamo fare, dobbiamo entrare in campo sapendo che possiamo ribaltare un risultato del genere ma consapevoli del fatto che non sarà semplice. Non dobbiamo perdere l’equilibrio né la fiducia e l’autostima. Dobbiamo gestire al meglio i momenti”.

Inter, Cristian Chivu (Credits: Andrea Rosito)

Chivu: “Effetto San Siro? Quello che è importante per noi è che questi ragazzi ritrovano l’erba”

Poi ancora sul risultato dell’andata: “Nel calcio non c’è niente di vergognoso, c’è il lavoro di una società e di una squadra sia da una parte che dall’altra. Non dobbiamo aver vergogna di perdere contro una squadra di una città di 50.000 abitanti. Noi abbiamo grande rispetto di quello che ha fatto il Bodo, rispettiamo i nostri avversari e facciamo i complimenti per quanto di buono costruito ultimamente. Hanno fatto vedere che quando si hanno le idee giuste si può portare avanti una cosa giusta. Ma noi non abbiamo vergogna. Effetto San Siro? Quello che è importante per noi è che questi ragazzi ritrovano l’erba”.

Ha poi concluso: “Io ero uno che non ascoltavo l’allenatore né prima della partita, né all’intervallo né dopo. Mi affidavo ai miei pensieri e alla mia personalità, ed ero più preoccupato a essere all’altezza per i miei compagni che avevo di fianco. Forse se avessi ascoltato i consigli dell’allenatore avrei fatto più carriera, ma siccome ero un testardo ho sempre pensato solo ai miei compagni e a me. Una partita dall’inizio si prepara sempre così, con lucidità e serenità, consapevoli di quelli che siamo noi e di cosa possiamo fare”.

 

 

Redazione

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