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Chievo, Pellissier: “Futuro? Gioco finché sto bene e mi diverto. Poi vedrò se restare nel calcio”

Pellissier e il Chievo, un amore lungo 14 anni, fatto di fedeltà e di gol. Proprio una sua rete ha deciso l’ultima partita casalinga dei gialloblù, contro il Carpi. Adesso i gol in serie A sono 96, meno quattro da quota 100. Verona è ormai casa sua: “Amo la città e la sua gente. Mai avuto problemi, neppure con i tifosi dell’Hellas” – si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport – “Sono l’unico valdostano in serie A. Sono legato alla mia terra, dove i Pellissier abbondano, e fino ai 14 anni ero un discreto sciatore. Oggi non conosco più nessuno, purtroppo”. Pellissier ha avuto anche la fortuna di esordire e di andare subito a segno in Nazionale: “Era il 6 giugno 2009. Una specie di premio da parte di Lippi, che stava preparando la squadra per la Confederations Cup. Entro nel secondo tempo al posto di Pazzini, ricordo bene il gol. Discreto: passaggio di Brighi, stop di petto e mezza girata di sinistro. Un gesto istintivo”.

Ancora due anni di contratto, poi si vedrà. Rimarrà nel mondo del calcio? “I compleanni non m’interessano e sul futuro non ho ancora le idee chiare: gioco finché sto bene e mi diverto. Poi vedrò se restare nel calcio. Cento gol in serie A? Non so se ce la faccio quest’anno, è difficile, dovrei giocare un po’ di più. Soffro a stare in panchina, ma il calcio è questo. Bisogna accettarlo. Scommesse? Sono sicuro che si chiarirà tutto e il Gip chiederà il proscioglimento. Non c’entro niente con questa faccenda, ma all’inizio la cosa mi dava fastidio. Quando sarà finito tutto, spiegherò un po’ di cose”.

 

Toni, altro vecchietto terribile della serie A, adesso non se la passa bene: “Mi spiace, non meritava di essere trattato così dopo aver salvato il Verona per due anni”. In chiusura d’intervista Pellissier rivela il segreto del suo lungo rapporto con il Chiveo: “Campedelli. E’ Un personaggio particolare, di poche parole. Mi assomiglia: per questo andiamo d’accordo. Maran? Credo che uno debba cogliere al volo il treno che passa: i risultati stanno confermando che è un bravo allenatore. Non so che succederà, so che mi piace la sua idea di calcio offensiva”.

Redazione

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