Un tempo era la favola, adesso il Chievo è una realtà del calcio italiano. Negli ultimi 15 anni, cioè da quando la società veneta ha conquistato la storica promozione in serie A, il club di Campedelli è retrocesso una sola volta. Merito soprattutto suo, del presidente, che dall’alto della sua esperienza può adesso permettersi anche qualche suggerimento:
“Lega? La comunione di intenti riguarda solo i soldi” – si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport – “Poi bisogna decidere se si vuole l’equilibrio competitivo. Un Leicester in Italia è molto improbabile: la Juve è fuori categoria, Roma e Napoli sono molto forti. La Serie A a 18 squadre non cambierebbe nulla, bisogna cercare nuovi introiti. Si parla di giocare a Santo Stefano per valorizzare il prodotto, ma è riduttivo. Sarei favorevole a una trasmissione limitata delle partite delle ore 15, ma il problema sono gli stadi: oggettivamente vecchi. Comunque se ci fosse la diretta tv a volte le assemblee di Lega avrebbero uno share sui livelli del Festival di Sanremo”.
Tradizione e innovazione, il marchio di Campedelli: “A Babbo Natale chiederei di avere oggi 40 punti, in modo da non dover più soffrire. Per fortuna non fumo più, prima era un pacchetto a partita. Però per il Chievo non dormo la notte. Uso un vecchio Nokia? Con lo smartphone vado su internet, per le telefonate uso questo. Se una cosa funziona, perché cambiarla? Tutti i giorni proviamo a inventarci qualcosa. Abbiamo creato il centro sportivo del settore giovanile, messo a posto quello della prima squadra, costruito una rosa competitiva. Ho ottimi collaboratori che sanno quanto sia importante scegliere l’uomo insieme al calciatore”.
Il Chievo è stato vicino a Balotelli, il presidente conferma: “Mario non è cattivo. Il suo problema è la riconoscibilità: se fa una stupidata lo sanno tutti. Ma è molto meglio di quanto appaia. Non so quanto siamo stati vicini alla sua firma, spero ricordi con piacere il nostro pranzo”. Sarà Galliani il prossimo presidente di Lega? “Sarebbe riduttivo per lui. Ha buon senso, conosce il calcio, è una risorsa importante. Potrebbe avere incarichi più prestigiosi in Italia o in Europa”. Cinesi? Tanti soldi, poca passione: “I cinesi hanno il vantaggio di avere i soldi, ma lo svantaggio di essere lontani. La nuova proprietà nerazzurra dice solo ‘fozza inda’, in Lega Thohir interviene meno di me. Moratti era anche un tifoso, i cinesi sono manager. Io quasi tutti i giorni vengo agli allenamenti, è importante. Non basta pagare gli stipendi”.
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