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Chiellini: “Italia-Argentina un regalo del destino. La Juve è casa mia, tornerò”

Giorgio Chiellini ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. L’ex capitano della Juventus ha raccontato le sue emozioni prima dell’ultima partita con la maglia della Nazionale. L’Italia, mercoledì 1 giugno alle 20:45, scenderà infatti in campo a Wembley per la “finalissima” contro l’Argentina

Chiellini: “Felice di lasciare contro l’Argentina”

Il capitano della Nazionale ha parlato così della sfida contro i camponi del Sud America: “Questa partita è stata un regalo del destino. Avere la possibilità di giocare un’ultima volta contro Messi, che è uno dei più forti della storia del calcio. Sono pronto a godermi questa serata, dopo la finale di Coppa Italia è stata il mio unico pensiero perchè voglio farla ad alto livello. Se non ci fosse stata questa occasione avrei lasciato in Turchia, nella tristezza di Konya, perché la Nations League appartiene al nuovo ciclo. Sono sicuro che con Mancini la Nazionale ripartirà. È l’uomo giusto per portare avanti questo progetto, valorizzando ancora di più i giovani che aumenteranno sempre di più. La crescita è fisiologica e loro hanno bisogno di tempo, come dimostrato da Locatelli e Tonali“. 

“Perdere con la Macedonia non è accettabile”

Chiellini è quindi tornato sulla sorprendente mancata qualificazione al prossimo Mondiale: “Abbiamo sbagliato la prima partita contro la Bulgaria, che è arrivata troppo presto. Io avevo 20 minuti nelle gambe ed anche i giovani non stavano benissimo. Quel pareggio ha compromesso tutto il percorso e poi siamo arrivati ai match decisivi senza giocatori importanti. In una squadra che ha già le sue alchimie le assenze le paghi. Il successo all’Europeo è stato inebriante e foese abbiamo pagato anche quello. Contro il Portogallo avremmo anche potuto perdere, ma ma dovevamo arrivarci. Essere buttati fuoti dalla Macedonia del Nord non è accettabile”. 

“Tornerò alla Juve”

L’ormai ex capitano della Juventus ha quindi parlato delle sue intenzioni per il futuro: “Ho dato e ricevuto tanto nei miei 17 anni in bianconero. Adesso penso che sia il momento giusto per fare un’esperienza più leggera, anche di vita, per staccare la spina e tornare più carico. Fare il dirigente è molto impegnativo, bisogna prepararsi e studiare bene. Torino ormai è casa per la mia famiglia, torneremo sicuramente a vivere qui”.

Redazione

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