Trascinatore, leader, guida. Tutti sinonimi di Ciccio Caputo. Perché ogni impresa che si rispetti, ha il proprio capo carismatico. E l’Entella ha scelto il suo. 22 punti in classifica e 9 i gol realizzati per il testa a testa con Pazzini nella classifica dei bomber. Ma per Chiavari Caputo forse è addirittura più di questo. Simbolo di una città che ora sognA. Caput(o) mundi. Basterebbe ammirarlo in campo: scatta, lotta, si sacrifica. Segna a ripetizione. Coi malcapitati di turno Calabresi e Somma costretti agli straordinari. Furbo. “Uno dei giocatori più scaltri della categoria”, l’aveva definito Gattuso nel post Entella-Pisa.
Affamato di gol, sempre. Alla Vardy, con le dovute proporzioni. Oggi l’ha messa dentro due volte, ma avrebbe voluto farne tre, quattro, cinque. Sazio? Mai. Soprattutto quando si inc***a, nel vero senso della parola, se il compagno sbaglia nel servirlo o pecca di leziosità. Ma sempre nel modo giusto. Esempio: minuto 30’, Entella in vantaggio di 3-0 con Keita a terra in seguito ad uno scontro di gioco, qualsiasi compagno si sarebbe avvicinato per sincerarsi delle sue condizioni. Ma non Caputo. Anzi, lo redarguisce: “Alzati che dobbiamo farne altri”, sembrerebbe affermare. Linguaggio del corpo positivo, da leader, appunto. Con la fame di chi è partito da lontano e non si sente di certo arrivato. Insaziabile. Come l’Entella che sogna l’impresA trascinata proprio dai suoi gol.
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