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Chi è Lafont, il Donnarumma di Francia che giocava centravanti

Se avete un paio di minuti aprite Youtube e scrivete “Alban Lafont”. Bene. Come vedrete è tutto chiaro, perché bastano un paio di titoli per capire che stiamo parlando di un giocatore niente male: “Alban Next Gen”. Oppure: “Promising Goalkeeper”. Poi il più bello: “Donnarumma di Francia”. Che poi è il suo soprannome fin dall’esordio, quello che i francesi gli hanno affibbiato dopo l’inizio da predestinato con tanto di clean sheet (2-0). Lui ha sorriso: “Lo conosco, è forte, ma abbiamo pressioni diverse”. E percorsi comuni, come l’età (entrambi ’99) e le aspettative. L’hype. Questo perché il giovane Lafont, professione portiere e nuovo acquisto della Fiorentina, è davvero un bel talento. Scopriamolo meglio.

COME GIGIO

Numeri e primati parlano per lui: ha esordito in Ligue 1 a 16 anni e 10 mesi stracciando il record di Landreau (titolare col Nantes a 17 anni e 5 mesi), frantumando pure quello di Sebastian Frey (17 anni e 6 mesi), uno che a Firenze ha lasciato un segno. Un po’ di dati sul ragazzo: l’anno scorso ha subito 60 gol in 44 partite, mantenendo la porta inviolata in 16 occasioni (specie nei due spareggi-salvezza contro l’Ajaccio). Due stagioni fa, inoltre, non ha subito neanche un gol dal PSG, Cavani gli è sbattuto contro varie volte. Come Di Maria. Personalità nei momenti che contano, sicurezza nei propri mezzi. Coraggio.

Lafont ha 19 anni e più di 100 gare in carriera, numeri insoliti per un portiere (Donnarumma ne ha 138 tra club e nazionale). Ma la curiosità viene dal ruolo: Lafont giocava da attaccante. La storia scade nel cliché ma merita lo stesso un piccolo appunto. Fino a 14 anni era un centravanti e sognava Van Persie, ma un giorno sostituì il portiere titolare e parò due rigori. “Ok, ridammi la numero 9”. Tieni la “1”. Lafont non uscirà più, guadagnerà la chiamata del Tolosa e un paio d’anni dopo, contro il Nizza di Ben Arfa, farà il suo esordio in campionato.

Da quel giorno è cambiato tutto, Alban ha rinnovato il suo contratto fino al 2020, ha preso in mano i guanti da titolare e salvato il Tolosa per due stagioni di fila. Lui no, lui è rimasto lo stesso, parola di papà: “E’ sempre il ragazzone che conoscevamo noi. Vive al centro di formazione del Tolosa, studia, va a scuola”. Tra una parata e l’altra ha preso anche il diploma, persona seria. Portiere dai riflessi rapidi, esplosivo e sicuro, come assicurano i suoi allenatori delle giovanili: “Riesce a fare due o tre interventi anche in rapida successione, è sempre molto concentrato”. Posato. Merito dei genitori. Ma dopo tre anni nel Tolosa “ha sentito il bisogno di nuove avventure”. Oggi sposa la Fiorentina, cinque anni di contratto per un nuovo inizio lontano da casa. Sfiderà due volte Donnarumma e sarà interessante. In attesa di capire cosa scriveranno su Youtube.

Francesco Pietrella

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