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Trocini, il fascino dell’apnea: “Vi racconto la mia Virtus Francavilla”

A Bruno Trocini non piacciono le istantanee, almeno finché la macchina da presa gira ancora. “Ho detto ai ragazzi che siamo con la testa sott'acqua perché non è il momento di rifiatare, siamo in apnea”. 49 punti e sesto posto nel Girone C di Serie C: a due giornate dalla fine del campionato, solo la matematica dice che la Virtus Francavilla non è ancora ai playoff. 

Sono arrivato a novembre che la squadra era quindicesima: ne abbiamo fatta di strada, le parole dell'allenatore biancazzurro, 45 anni tra un mese, in esclusiva per GianlucaDiMarzio.com. “Ma sono pratico, vivo alla giornata, non guardo mai indietro e nemmeno troppo oltre”. La saggezza spicciola di chi è partito dal basso, stagione dopo stagione, un successo alla volta. Fino all'impresa. “Già l'anno scorso quando avevo affrontato il Francavilla sulla panchina del Rende mi ero reso conto della buona base su cui poter lavorare. Poi avevo grande voglia di tornare in campo. E il mondo del calcio è molto piccolo: tutti sanno che Francavilla è una società sana, seria, ambiziosa”.

 

 

Come Trocini, cresciuta negli anni e da lontano, nella palestra del dilettantismo. “Parliamo di un paesino di 36mila abitanti con una storia calcistica relativamente breve”, racconta l'allenatore di Cosenza. Fino al 2014 la squadra era in Eccellenza e lì è stato bravo il presidente Magrì a trovare una base organizzativa importante, i numeri, la passione della gente di Francavilla Fontana (BR) che oggi è innamorata della Virtus”. Di nome e di fatto: un vero esempio, dal punto di vista gestionale. “Assolutamente sì. Anche nel territorio, ci sono tante aziende pugliesi che sono state coinvolte per far crescere questa società e per fare in modo che a noi in campo non manchi nulla. Quindi dobbiamo pensare solo al campo”.

E al sogno playoff. “Obiettivo dichiarato. Il prossimo sarà quello di giocare in casa la prima partita di post season. Il presidente e il ds Fernandez hanno fatto un grande lavoro, prendendo giocatori adatti a quello che volevamo fare. Abbiamo ottenuto risultati importanti contro squadre fortissime e si è creato grande entusiasmo”. Vittorie contro Trapani, Catania e Catanzaro, il pareggio in inferiorità numerica imposto alla Juve Stabia capolista: la Virtus Francavilla si fa largo tra le grandi. “Non ci pensiamo nemmeno a finire il 5 maggio, nemmeno il 12. Abbiamo solo voglia di continuare a stare insieme perché insieme stiamo bene”.

Trocini è solo al secondo anno di C, ma ha dimostrato sul campo tutta la sua conoscenza della categoria. Con un po' di amarezza.Questo è l'anno più brutto per la Serie C. Seconde squadre? Non vedo un progetto ampio, c'è solo la Juventus. E le liste Under e Over per me non stanno né in cielo né in terra: così la meritocrazia va a farsi fottere. Quindi trovo corrette le prime indicazioni date dal presidente Ghirelli, altrimenti il gioco diventa orientato solo al minutaggio e non ai risultati. Con tutto il movimento che ci perde”. Parole calde, di chi ci tiene al proprio mondo. “Mi auguro veramente che siamo davanti all'anno zero, anche per quel che riguarda società inadempienti che vanno ad alterare la competitività dei campionati. C'è bisogno urgente di certezze”.

 

 

Anche a livelli superiori del nostro calcio? “Vedere la Juve uscire dalla Champions in questo modo deve far riflettere. Ma l'Italia non è come gli altri paesi. Qui la cosa più importante è il risultato e non è detto che ciò avvenga attraverso il bel gioco. Quando una squadra sa cosa deve fare in ogni momento della partita, sacrificandosi a prescindere dall'avversario, quella è la squadra giusta”. Pensiero Trocini originale. “Dal punto di vista umano mi è particolarmente simpatico Ancelotti. Ma siamo un paese di bravi allenatori e cerco di prendere qualcosa da tutti, a tutte le latitudini”.

Poi, quando finisce l'allenamento…“Guardo le partite. Il ruolo dell'allenatore occupa tutta la giornata per farlo con passione. E non c'è niente di più bello che venire pagato per il lavoro che si ama. Fenomenale e mai un peso, se non ci fosse la domenica”. Amore e odio per il culmine del pallone. “Lì lo stress arriva davvero a duemila. Poi però gli altri giorni della settimana ci manca tantissimo. Non siamo mai contenti”, sorride Trocini. E allora via, tutti in campo: a Francavilla Fontana, c'è un finale di stagione da vivere con il fiato sospeso.

Francesco Gottardi

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