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Il Celtic e quello strano legame con l’Asia: tutto nasce da Postecoglou

Frase trita e ritrita: “La Cina è vicina”. E va bene, l’abbiamo sentita. Ribaltiamola. L’Asia è vicina. Bene o male è la filosofia di un allenatore. Avete presente Postecoglou? Ora è al Tottenham, ma prima ha fatto le fortune del Celtic. E pensare a giocatori asiatici nella nebbia e nel freddo della Scozia non è proprio così semplice.

Era dal 2018 che il Celtic non tornava alla fase a gironi di Champions League. Quattro campionati vinti nel mezzo, con il solo Gerrard a interrompere la striscia di vittorie. La squadra di Glasgow si è dimostrata sempre troppo superiore rispetto alle altre. La mancanza di competizione in Premiership ha portato a risultati pessimi nei preliminari di Champions League. Qual è stata la chiave per uscirne? Gli asiatici, appunto. Attualmente il Celtic ne ha otto in rosa, cinque giapponesi e tre sudcoreani. Difficile da vedere in una squadra europea.

 

Il metodo Postecoglou

Tutto nasce da Ange Postecoglou, attuale allenatore del Tottenham che nelle ultime due stagioni ha guidato il Celtic. Con quattro campionati vinti tra South Melbourne e Brisbane Roar, Postecoglu ha messo le basi della sua carriera in Australia, fino a diventare il ct della nazionale per quattro anni. Nel novembre del 2017, il greco-australiano a sorpresa rassegna le sue dimissioni e meno di un mese dopo viene annunciato il suo arrivo sulla panchina dello Yokohama Marinos. Rimane in Giappone fino al 2021 vincendo anche un campionato. Ma, cosa più importante, assimila in tutto e per tutto la cultura calcistica giapponese.

I risultati in Asia fanno arrivare la chiamata dall’Europa, proprio dal Celtic, che veniva dalla conclusione del ciclo Lennon. Nella stagione precedente, dopo nove campionati vinti consecutivi, i Rangers di Gerrard erano riusciti a interrompere la storica striscia di vittorie. Il contesto in cui arriva Postecoglou legittima i pieni poteri dati a lui dalla società per rifondare la squadra, che più un allenatore al Celtic fa da manager anche sul calciomercato. Tra sessioni estive e invernali della stagione 2020/2021, a Glasgow arrivano quattro giapponesi, i primi dopo dodici anni dagli ultimi due, tra cui l’ex Reggina Nakamura. Ideguchi, Maeda, Hatate e soprattutto Furuhashi, ancora oggi il leader tecnico dell’attacco. Basso rischio e massimo profitto: per tutti sono stati spesi in totale 4,7 milioni di sterline e sono stati fondamentali per tornare a vincere il campionato.

 

 

I risultati danno ragione a Postecoglou. Quindi la società gli dà sempre più poteri e decide di continuare sulla strada verso Oriente. Gli acquisti dall’Asia arrivano specialmente nella sessione invernale, quando i campionati locali finiscono. Nella passata stagione, in estate arriva il giapponese Iwata, mentre a gennaio il giapponese Kobayashi e il sudcoreano Oh. Se i giocatori giapponesi arrivati a Glasgow erano in gran parte quelli che Postecoglou aveva affrontato nella sua esperienza in J1 League, quelli sudcoreani sono stati scovati dagli scout del Celtic. Vedendo che la “via della seta” aveva portato ottimi talenti, il club ha deciso di istituire una squadra di osservatori per il mercato asiatico.

Le partnership in Asia: come Postecoglou ha rivoluzionato il Celtic

I benefici dall’Asia però non arrivano solo in campo. Il Celtic infatti sta facendo crescere il proprio brand in tutta l’Asia grazie a questi giocatori appoggiandosi all’agenzia Ganassa, specializzata nell’esportazione in Oriente del calcio europeo. Tanti i clienti illustri: dalla Champions League e la FIFA fino al Manchester City. In Italia operano con Napoli, Roma e Atalanta.

 

La filosofia rimane

L’Asia rimane tra i principali punti attrattativi del Celtic anche dopo l’addio di Postecoglou. Nella stagione 2022/2023, l’allenatore rivince il campionato, ma non sarà il protagonista del ritorno ai gironi di Champions League, perché accetta prima l’offerta del Tottenham. Cambia la guida, ma non la filosofia. Al Celtic nella scorsa sessione estiva di calciomercato arrivano due sudcoreani: Yang e Kwon.

Dal titolo perso contro Gerrard alle ultime speranze in Champions League. Tutto nasce dal Sol Levante e da Ange Postecoglou.

Filippo Rocchi

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