In casa Catania le sorprese non mancano mai, e neanche le coincidenze. Si tratta, in realtà, di un film che si ripete. Qualche settimana fa, alla terza giornata di campionato precisamente, Biagianti torna in campo da titolare – e segna, dopo un’esclusione iniziale. Ecco. Oggi, come in un nastro che si riavvolge, la scena riproposta è la stessa. A Cosenza, questa volta il protagonista è Andrea Mazzarani. Centrocampista, classe 1989, col vizio del gol – tanto da esser stato il capocannoniere del Catania nella passata stagione. Per Mazzarani, fino alla scorsa partita, solo 60 minuti effettivi di attività: mezz’ora la prima giornata di campionato, poi un’attesa lunga quattro partire prima di totalizzare i minuti restanti. Di mezzo, continua dedizione in allenamento e spirito di sacrificio – quello che chiede sempre Lucarelli, insomma.
Una pazienza trasformata in rabbia. E la rabbia agonistica in gol, solo dopo undici minuti dall’inizio della sua prima partita da titolare in questa stagione. A quanto pare, la capacità di saper superare momenti di oscurità, come spesso nel calcio può succedere, ripaga con le rivincite personali. Quelle conquistate sul campo, con le dimostrazioni fattive che contano più delle chiacchiere. Mazzarani come Biagianti. Due grandi amici anche fuori dal campo, due protagonisti dello stesso film, girato in campo e a tempo debito. Purché sia vincente. Un tempo dettato dalle scelte di Lucarelli che, dati alla mano, trova nelle panchine motivazionali la risposta che vuole nei suoi uomini migliori. Per regalare finali vincenti che si ripetono e si rivedono, come quelli dei film più belli.
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