Come nelle favole. Quelle belle che vale la pena raccontare. Il protagonista è il capitano storico del Catania, Marco Biagianti. Il centrocampista fiorentino, classe 1984, è tornato a vestire la maglia rossazzurra – la sua 27, per l’esattezza – la scorsa stagione dopo la parentesi a Livorno, ed il suo inizio di stagione quest’anno non è stato dei più felici. Messo in seconda linea da Lucarelli già della prime battute di ritiro e in panchina, addirittura, nelle prime due giornate di campionato, si è rifatto alla prima chiamata stagionale. Reduce da un brutto infortunio nel finale della scorsa stagione, e dopo non essersi fermato un solo giorno durante le vacanze estive per riprendere la condizione fisica, Marco Biagianti contro il Lecce ha finalmente ritrovato il sorriso. Il suo e quello di tutto il Massimino – tornato ad urlare il suo cognome. Gol alla diretta concorrete per la promozione in B, ed un’esultanza che è più uno sfogo. Un riscatto, una liberazione ed una dimostrazione di quanto sia importante la sua presenza in campo per il Catania.
Adesso la sua 27, divenuta ormai da anni un marchio di fabbrica, è tornata a dire la sua in mezzo al campo. A correre, a lottare, con il cuore che fino ad ora era mancato. Il cuore di tutta la città, di tutto il Catania. Semplicemente il cuore del suo capitano, che mai molla e che, da sempre, non smette di sognare. Come insegnano le favole. Quelle belle che vale pena raccontare.
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