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Shpendi, non solo Cristian: Stiven trascina la Carrarese

 Quasi due anni, dall’ultima gioia, dall’ultimo urlo di felicità. É la giornata di Stiven, ma è soprattutto il campionato degli Shpendi. E allora succede che nel giorno in cui l’attaccante del Cesena non va a segno, a Carrara invece esplode la gioia grazie a suo fratello. É un goal liberatorio, che mette fine a una lunga attesa. Perché le aspettative erano alte, i sacrifici tanti, e l’occasione è arrivata al momento giusto.

 

 La Carrarese supera il Palermo, confermando un’autentica imbattibilitá casalinga. Vince grazie alla rete di un ragazzo che non ha mai smesso di crederci, come ha affermato nella conferenza stampa post partita, nonostante difficoltà che sembravano essere insormontabili. Simbolo di una squadra che vuole continuare a sorprendere, abbracciata al suo popolo.

 

Credit: Carrarese Calcio 

 

Questione di sangue

Il legame, tra Cristian e Stiven Shpendi, è di quelli puri e sinceri. Due fratelli accomunati da una passione infinita per il calcio, cresciuti a suon di goal e di “Romagna mia”. Divenuti protagonisti in Serie B, anche se oggi la scena è solo di Stiven. Perché quel goal l’ha cercato, anche quando la porta sembrava stregata dopo il salvataggio sulla linea di Ceccaroni, e trovarlo alla fine é stato forse un vero segno del destino. É il minuto 77, e durante la corsa verso la porta dopo l’errore tra Desplanches e Gomes é probabile che la mente sia ritornata a quel 6 aprile 2023, giorno della gara tra Cesena e San Donato Tavernelle e dell’ultimo goal ufficiale.

 

Quasi come un lungo conto alla rovescia prima di un nuovo appuntamento con la rete. La pioggia allora inizia ad aumentare la sua potenza, mentre il viso di Stiven si bagna di lacrime che sanno di rinascita. Esulta, corre verso i suoi tifosi, Calabro impazzisce e lo stadio esplode in una gioia incontenibile. Trema tutto, merito di quel ragazzo con il numero 19.

 

Credit: Carrarese Calcio 

 

Applausi

Il finale di CarraresePalermo é scontato, vince meritatamente la squadra di casa che per tutta la partita non ha mai smesso di correre. Prima del fischio finale, però, c’è ancora tempo per un’ultima emozione. Il quarto uomo alza la lavagnetta, Calabro richiama in panchina proprio Shpendi e la reazione del pubblico può essere soltanto una: applausi. Si alzano tutti in piedi e urlano forte il suo nome.

La pubalgia, che gli ha impedito di prendere subito confidenza con il nuovo progetto, é ormai alle spalle, a fine gara c’è spazio solo per i sorrisi. Lo hanno aspettato tutti a Carrara, sapevano che prima o poi questo momento sarebbe arrivato. Nel giorno in cui non segna Cristian ci pensa Stiven, due fratelli che non hanno mai smesso di sognare. Distanti, eppure così simili.

Rocco Cristarella

Nato nel 1995, vivo sospeso a metà tra la Calabria e Pisa. Cresciuto tra una punizione di Pirlo (rigorosamente al Granillo) e le magie di Manu Ginobili. Vivo di storie e di sport, in attesa di coronare il mio sogno: diventare giornalista.

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