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​Capradossi studia da piccolo Juan e si prende il Bari: “Strootman un maestro”

Il piccolo Juan sta tornando: il paragone è scomodo, ma Elio Capradossi, 20 anni, un passato da giovane promessa alle spalle e un presente alla ricerca di una maglia da titolare nel Bari, non ha paura della grandeur. Questo difensore centrale dal fisico possente e dal passo elegante, nato a Kampala (Uganda) ma romanissimo-è in Italia dall’età di due anni-ha spalle larghe, già capaci di superare il crack al crociato del settembre 2015: le stesse sulle quali Stefano Colantuono deve poggiare la difesa biancorossa ora, con l’Avellino alle porte e i forfait di Cassani, Sabelli e Di Cesare (oltre agli acciacchi di Moras) di cui tenere conto. “Mi alleno con quella che ritengo la difesa più forte della categoria-ammette lui a denti stretti-ci sono calciatori di valore ed esperienza come Moras, Di Cesare e Tonucci. Proverò ad attingere il meglio dalle loro caratteristiche”.

Juan, difensore brasiliano che ha indossato con profitto la maglia giallorossa dal 2007 al 2012, è stato il maestro, anche per l’evidente somiglianza fisica: il modello, invece, gioca a centrocampo. E porta il nome di Kevin Strootman. Nel recupero dall’infortunio, doloroso e lungo, i due hanno anche legato, ma l’olandese è rientrato prima. “L’ho seguito da vicino, lo ammiro tantissimo-ammette Capradossi-mi ha aiutato molto a capire cosa serve per arrivare nel calcio che conta”. E pensare che la palla con la quale giocava in origine era quella…ovale: lo sperava papà Corrado, imprenditore nell’ex Zaire e direttore generale della Rugby Roma. Ma il calcio ha conquistato il piccolo Elio, sempre con la Roma nel cuore, tanto da seguirla ogni domenica da abbonato, tribuna Monte Mario. Dalla Spes Roma alla Lodigiani fino al salto nei “Giovanissimi” giallorossi, con Vincenzo Montella alla guida. La trafila nel vivaio l’aveva portato anche in prima squadra, agli ordini di Rudi Garcia: allora, nel precampionato 2015, il crack.

Bari la chance per assaggiare il grande calcio: un mese di ambientamento, l’esordio contro il Benevento, dove nonostante lo 0-4 finale risultò sufficiente e sin qui ha messo insieme quattro presenze, vestendosi anche da leader nel reparto a 3 nello 0-0 di Pisa: “E’ un punto che ci teniamo stretto, è stata una partita sofferta ma non abbiamo perso. E questo va bene”. Sabato sarà un Bari incerottato (8 tra infortunati e squalificati) al San Nicola contro l’Avellino: “E’ una partita da vincere a ogni costo. Un’altra gara fondamentale-spiega Elio- l’emergenza sarà un motivo in più per la squadra per compattarsi”. La ricetta è semplice: sfruttare ogni spiraglio in campo, con il sorriso sulle labbra e un animo da gringo in campo: “Ogni occasione è d’oro-lo spirito di Capradossi-sono tra i più giovani della squadra e devo per forza cercare di sbagliare il meno possibile. Io spero solo di sfruttare tutte le occasioni possibili per mettermi in mostra e aiutare soprattutto la squadra. In ogni caso deciderà il mister”. Parola di Elio, il piccolo Juan.

Luca Guerra

Nato un anno prima della caduta del Muro di Berlino, mi piace rompere gli schemi dell'informazione. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista pubblicista, scrivo quando e in ogni modo possibile: il sedile di un treno o il banco di un fast-food sono ottime scrivanie alternative. Il giornalismo la passione di una vita, il calcio come stella polare di questa passione.

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