Pipita o pepita? Cambia una vocale, non la sostanza. D’oro, come la stagione di un Gonzalo Higuain sempre più senza limiti e con una fame di gol mai interrotta. 36 in Serie A (38 stagionali) con il suo Napoli e primato di Nordahl polverizzato dopo 65 anni, tra guizzi rapaci, strapotere fisico o giocate da campione, come la rovesciata contro il Frosinone capace di regalargli tripletta e nuovo record nel nostro campionato.
E non è finita qui. Dopo una stagione così, da leader irrinunciabile di una città ormai impazzita per il suo fuoriclasse, per Higuain è arrivato ora il momento di andare a caccia del primo trofeo stagionale da conquistare, puntando fortemente alla Copa America con l’Argentina. Motore mai spento, tantomeno con la “9” albiceleste addosso, e chiara intenzione di prendersi il posto da titolare per ricoprire, ancora, il ruolo di trascinatore.
Il piccolo assaggio regalato dal Pipita stanotte, nella gara amichevole disputata dalla Seleccion contro l’Honduras, promette decisamente bene: pallone agganciato con il sinistro in area di rigore, torsione su se stesso con il destro e tunnel al difensore in marcatura, delizioso tocco sotto mancino a battere il portiere in uscita. Gol capolavoro, giocata da urlo e da attaccante totale, per un Higuain sempre più insaziabile ed implacabile sottoposta: cambia la maglia, ma non la sostanza.
Davanti a certe giocate, più che le parole, servono gli occhi. E allora ecco la… Pepita del Pipita.
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