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Serie A, da Diao a Casadei: quanto hanno inciso gli acquisti di gennaio

Cesare Casadei, centrocampista del Torino

Da Randal Kolo Muani fino ad Assane Diao, passando per Stefan Posch e Santiago Giménez: come hanno inciso gli acquisti di gennaio sulle varie squadre di Serie A

Il calciomercato? Un ‘lontano’ ricordo. Specie se prendiamo in considerazione quello che – da molti – viene definito ‘di riparazione’. Già. Perché ormai siamo arrivati al mese di marzo. E le squadre di Serie A pensano solo agli obiettivi da raggiungere sul campo.

Gli stessi, però, passeranno anche dall’impatto che hanno avuto i nuovi arrivati. Diversi club italiani, infatti, nel mese di gennaio hanno deciso di attingere dal mercato per rinforzarsi. C’è chi ne ha giovato e chi no. Ma vediamo nel dettaglio qual è stato l’impatto (più o meno decisivo) dei nuovi arrivati.

A partire da chi sogna il grande. Il nome che prendiamo in considerazione è quello di Assane Diao: l’ala destra classe 2005 ha messo a segno cinque gol in appena nove presenze. E – navigando ancora sul lago di Como – non sono stati da meno Jean Butez (portiere appena arrivato che si è preso la titolarità) e Maxence Caqueret (già due assist per il francese).

Ma spostiamoci in direzione Torino, sponda granata. La squadra di Paolo Vanoli ha deciso di dare fiducia a due ‘vecchie’ conoscenze della Serie A. Due calciatori che hanno già vissuto (con minutaggio diametralmente opposto) il campionato italiano. Il primo è Eljif Elmas, centrocampista ex Napoli. Il macedone è arrivato a titolo temporaneo con opzione per l’acquisto a titolo definitivo dal Lipsia. E si è già rivelato decisivo con due reti. Discorso simile per Cesare Casadei: il compagno di reparto (cresciuto nell’Inter) è arrivato a titolo definitivo dal Chelsea e si è già preso il Torino, mettendo a segno anche un gol contro il Monza.

Serie A, da João Félix a Kolo Muani: il dato sui nuovi acquisti

Nuovi arrivati. In situazioni non semplici. Parliamo di Randal Kolo Muani, Santiago Giménez e João Félix. L’attaccante francese – che ha firmato con la Juventus – ha messo a segno cinque reti in otto partite (tra Serie A, Coppa Italia e Champions League). Mentre Giménez e João Félix hanno scelto Milano, sponda rossonera. Il primo ha messo a segno due gol e ha fornito due assist tra tutte le competizioni. Mentre il portoghese ha fornito un solo assist: quello decisivo nel match di Coppa Italia contro la Roma.

Nel Napoli c’è spazio per Philip Billing: il centrocampista danese ha fatto registrare due presenze in Serie A mettendo a segno un gol (pesante). Quello nel corso del match giocato contro l’Inter. E a proposito dei nerazzurri: ecco Nicola Zalewski, tre presenze e un assist (decisivo) fornito nel corso del derby pareggiato contro il Milan. Nell’Atalanta, Stefan Posch è diventato un titolare inamovibile. Mentre la Roma ha ingaggiato Devyne Rensch, autore di un assist nella gara vinta contro il Como.

Kolo Muani, attaccante Juventus (IMAGO)

Coman, Solet e Cornet: l’impatto dei nuovi arrivati

Dall’Empoli al Genoa passando per il Cagliari e il Venezia. Anche le squadre che lottano per la permanenza in Serie A hanno lavorato parecchio sul mercato. La formazione toscana ha deciso di puntare sull’esperienza di Marco Silvestri, portiere reduce dall’esperienza con la maglia della Sampdoria. Restando in tema: anche il Cagliari ha cambiato il porta: ecco Elia Caprile, subito titolare e decisivo in più circostanze (vedasi la gara dell’11 gennaio scorso pareggiata contro il Milan). Ma non è l’unico: i sardi, infatti, hanno dato il benvenuto anche a Florinel Coman (QUI LE PAROLE DEL SUO AGENTE PASTORELLO A GIANLUCADIMARZIO.COM)che ha segnato un gol decisivo contro il Parma.

Rossoblù ma in Liguria: ecco il Genoa di Patrick Vieira che ha deciso di puntare su Maxwel Cornet: l’ala sinistra arrivata dal West Ham ha messo a segno un gol e ha fornito un assist dal suo arrivo. A seguire ecco il Venezia, che ha dato fiducia ad Alessio Zerbin (una rete) e Fali Candé (un assist). Infine l’Udinese, che ha puntato su Oumar Solet (un assist e punto fermo della difesa bianconera).

Davide Balestra

Nato nel 2000 a San Benedetto del Tronto. Di sangue metà pugliese e metà marchigiano ma con inflessione dialettale praticamente neutra. Figlio della Generazione Z, la stessa che ha partorito calciatori del calibro di Haaland, Vinícius Júnior o Tonali. Al tentativo di replicare le loro giocate sul campo di calcetto ho preferito il portatile o il microfono, quest’ultimo, da un po’ fedele compagno di viaggio. Poca retorica: le emozioni che trasmette un campo di calcio non sono quantificabili. E a me piace raccontarle, che sia attraverso una tastiera o una telecamera puntata in volto. Ansie, timori e paure fanno parte del percorso. Cerco di superarle con umiltà, virtù che, con il tempo, sto rendendo un mio mantra.

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