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“Calcio e cucina, cosa c’è di meglio?” Il viaggio dell’Uomo delle Stelle tra i tristellati d’Europa

Di lui non si conosce nulla: nome, età, volto, tutto indefinito. La sua identità è segreta, tenuta nascosta per far sì che ognuno di noi si possa immedesimare in lui e nella sua meravigliosa avventura. Stiamo parlando dell’Uomo delle Stelle. L’inviato di “So Wine So Food”, rivista internazionale di enogastronomia con sede a Roma ha deciso di realizzare un viaggio unico nella storia: il tour mondiale dei ristoranti (55) e degli chef che possono vantare le prestigiose tre stelle Michelin. Il tutto entro un anno. Noi abbiamo provato ad estorcergli qualche indizio, ma la risposta è stata tanto garbata quanto perentoria: “Non posso dire nulla, se non che sono un amante del calcio. E tra una degustazione e l’altra riesco sempre a ritagliarmi tempo per andare a guardare una partita”.

Inizia così la nostra chiacchierata con l’Uomo delle Stelle, direttamente da Ginevra, luogo dell’ultimo ristorante provato e recensito. Eh sì, perché l’Uomo delle Stelle racconterà i suoi pensieri attraverso il blog sul sito della rivista, utilizzando anche i canali social (Facebook e Instagram) per pubblicare foto e video dei locali e dei piatti che andrà a valutare.

“Ma la Roma non me la perdo”. Amante del calcio e tifoso della Roma. Questo ce l’ha rivelato, così come il programma di degustazione attorno a Stoccolma organizzato per la fine di maggio. Luogo e data che calcisticamente dovrebbero dirvi qualcosa. Il 24 maggio a Solna si giocherà infatti la finale di Europa League e il sogno sarebbe quello di unire l’utile al dilettevole. Lavoro e squadra del cuore. “Peccato per il Lione, ma andrò lo stesso a vedere la finale. Spero nel Manchester, almeno vedrò una bella partita”. Intaccare il muro di segreti professionali è difficile, l’Uomo delle Stelle non si rivela, ma la parola calcio apre ancora una volta un varco alla scoperta della sua identità. “Sono abbonato al PSG. Perché loro? Ho i parenti francesi e da bambino la prima partita che ho visto dal vivo è stata proprio al Parco dei Principi. Da qui la passione, pura, dato che allora ancora non c’erano gli sceicchi”.

Tanto calcio ma anche lavoro, perché visitare 55 ristoranti in 365 giorni è un’avventura stimolante ma molto intensa. Un viaggio iniziato l’8 marzo dal ristorante londinese di Gordon Ramsay, che toccherà tutta Europa: da Modena a Londra, passando per Parigi, Barcellona, Basilea, Marsiglia, Wolfsburg, Oslo, Copenaghen. Da Massimo Buttura ad Alain Ducasse e Pierre Gagnaire, da Sven Elverfeld a Esben Holmboe Bang. L’elite culinaria vissuta da “un uomo qualunque”, come ama definirsi. E nata da un articolo letto per caso: “Qualche mese fa, sfogliando le pagine dei giornali, mi colpì la notizia di una coppia di coniugi italiani che aveva speso tutto il suo tempo libero per visitare i migliori ristoranti tristellati d’Europa. Il loro itinerario è durato quasi vent’anni, ma ancora non è terminato visto che l’ultimo posto che ancora manca è la “Pergola” di Heinz Beck. Non capisco perché proprio Roma, ma tant’è…. E vista la particolarità di tutto questo, ci siamo chiesti perché non fare lo stesso”.

Un’avventura che ha incuriosito tanti personaggi famosi, tra cui Daniele De Rossi che ha voluto fare l’in bocca al lupo all’Uomo delle Stelle attraverso un video messaggio.

Non possiamo salutarlo senza toglierci una curiosità: di pazzie legate a calcio e cucina, ce ne sono state all’interno di questa esperienza?

“Allora, parlerò di calcio. Per andare a visitare uno stellato a Lisbona sono partito all’alba. Sapevo che la stessa sera si sarebbe giocato il derby Sporting – Benfica. E una partita così non la si perde. Quindi partenza alle 6 del mattino, arrivo in Portogallo, pranzo nel ristorante e stadio alle 16,30. Rientro dopo il match”.

Ammettiamo di rimanere sorpresi dalla naturalezza con cui racconta una giornata simile. Perché per l’Uomo delle Stelle 24 ore così potrebbero rappresentare in un certo senso la sua quotidianità. E se è vero che, come diceva qualcuno “Fai quello che ti piace e non lavorerai un giorno della tua vita, lui ci ha proprio dato l’impressione di far parte di questa elìte baciata dalle stelle. Non solo Michelin.

Marco Juric

Aspirante scriba, si avvicina al calcio giocato grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.

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