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Calandra, il pararigori che ha ipnotizzato il “suo” Palermo

Undici metri di gioia. I rigori possono regalare grandi soddisfazioni a chi li segna, ma anche a chi li para. E la soddisfazione può diventare doppia se i tiri dal dischetto parati sono due, per giunta contro la squadra della propria città. Sembra una favola, invece è il pomeriggio vissuto da Antonino Calandra, portiere classe 1997 nativo di Palermo. Lui, portiere del Troina, piccolo paese di 9.000 abitanti della provincia di Enna sesto in classifica nel girone I di Serie D, è diventato l'eroe di giornata bloccando i rosanero di Pergolizzi sullo 0-0 parando due calci di rigore, prima a Ricciardo nel primo tempo e poi a Sforzini al 90'.

"La prima parata è frutto di grande studio, la seconda è istinto puro e di questo ne sono orgoglioso – racconta Calandra al termine della partita – Da palermitano, poi, sono doppiamente orgoglioso perché ho raccolto una soddisfazione immensa. Aspettavo da tanto questa partita, in settimana ci siamo allenati più del solito ed abbiamo gestito bene la gara".

La storia di Calandra è particolare. Calcisticamente nasce alla Polisportiva Calcio Sicilia, una delle scuole calcio più importanti del sud Italia, prima di passare al Palermo. I colori rosanero li sfiora appena, prima di approdare al Crotone dove gioca con la formazione primavera. Il campionato più importante della carriera lo vive con l'Unicusano Fondi, stagione 2015-2016 quando diventa protagonista nella finale di Coppa Italia Serie D parando due rigori contro l'OltrepoVoghera. Sembrava il trampolino di lancio giusto, ma Calandra è rimasto tra i dilettanti con Bisceglie e Nuorese, prima di scendere di categoria con il Varese in Eccellenza. "Vengo praticamente da un anno di stop" le parole di Calandra, da un mese e mezzo a Troina.

Quarantacinque giorni per conquistare un posto da titolare e far impazzire i tifosi rossoblu, in una formazione allenata da un palermitano – Davide Boncore – e con tanti giocatori di Palermo. Un pomeriggio di festa, meno che per i rosanero, sempre primi in classifica con 41 punti, ma usciti tra i fischi dei tifosi e con il Savoia adesso ad appena tre punti di distanza. Quegli stessi tifosi, però, hanno omaggiato il Troina con tanti applausi e saltelli al grido di "Chi non salta è catanese". Sotto la curva è andato anche Calandra: "Da palermitano mi sono scusato, c'erano tanti amici – conclude – Sono comunque contentissimo, è una gioia che tengo dentro".

Giovanni Mazzola

Siciliano, classe '96, cresciuto a pane e calcio...di provincia. Il mio primo ricordo è Corea-Italia del Mondiale 2002, non ho fatto in tempo per il golden gol di Trezeguet del 2000. Passione e curiosità sono le mie parole d'ordine: senza queste non avrei mai fatto il giornalista. Pubblicista dal 2018.

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