Un inizio di stagione da vero bomber. Dopo due giornate è lui il re degli attaccanti in Serie A: Leonardo Pavoletti. A Cagliari è felice ha trovato il suo habitat naturale dove esprimersi, lo sa ed è felice. Con i nuovi tifosi si trova alla grande e vuole continuare a fare gol perché… punta alla nazionale. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex Genoa ha parlato di questo inizio di stagione, del Cagliari e della paternità ormai prossima:
“Io partito fortissimo? Sì, ma essere in testa nella classifica cannonieri dopo due giornate è una barzelletta. Comunque devo dire che finalmente quest’anno sono riuscito a fare finalmente un buon ritiro, grazie a Maran. Dopo un anno difficile a Napoli dove quasi non giocavo le partitelle è stato fondamentale.
Di testa sono fortissimo? I numeri non dicono che sono il numero uno (solo Cristiano Ronaldo 29 e Giroud 21 hanno fatto meglio
di lui con 17, ndr) però me la cavo. Il segreto è capire prima degli altri dove finirà il pallone. Poi più dai forza alla palla palla avvicinandoti meglio è e poi spesso è importante schiacciarla perché il portiere va in difficoltà. Il tempismo è tutto nel colpo di testa. Ora molti compagni mi prendono anche in giro: quando la crossano bassa mi dicono ‘Vacci di testa’. Però sto cercando di migliorarmi anche con lo stop e tiro anche se a Genova ne ho fatti tanti anche di piede.
Srna mi sarà utile? Assolutamente sì, poi mi ha preso in simpatia perché lo prendo sempre
in giro. Ma gli prometto che se
mette tanti cross, la smetto. A parte tutto è un campione
davvero, non un turista per caso.
Uno che a 36 anni lavora così
è un esempio per il calcio come Padoin del resto.
Borriello faceva innamorare le ragazze e segnava, io? Lui piaceva alle donne, io ai bambini. Qui il bello è Ceppitelli. A parte tutto credo che ormai sono al secondo anno e ho cominciato ad ambientarmi. Mi sono fatto molti amici anche fuori dal club. Dopo la grande accoglienza in aeroporto mi ricordo che poi ci fu un po’ di diffidenza attorno a me, ma ora sento il calore della gente e sto bene.
Cos’è il gol per me? Benzina pura. Il coronamento di una settimana di allenamento fatta di sudore e sacrifici. Il gol non mi fa dormire la notte. Vorrei tornare in nazionale? Certamente. Vorrebbe dire che sto facendo bene con la squadra, rappresentare l’Italia è sempre bello ed è un onore. Tra un mese e mezzo diventerò papà? Sì, una cosa bellissima. Sarà il gol più bello della mia vita”.
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