Fiorentina seconda, a un punto dalla vetta. Mancano solo due giornate al giro di boa e la squadra di Sousa ha retto nelle posizioni di vertice per tutto un girone: sarà l’anno buono per riportare lo scudetto a Firenze? Possibile per Borja Valero, ma piedi per terra: “La Fiorentina è un’utilitaria normalissima – si legge nelle pagine del Corriere dello sport – che corre contro macchine di lusso, ma con un particolare, noi abbiamo sempre il serbatoio pieno di benzina. Anche noi, come i tifosi, abbiamo il diritto di sognare. L’Inter corre e la Juventus è la squadra più forte in tutti i sensi, ma lo deve dimostrare”. Tante le sorprese tra i compagni: “Kalinic? Noi siamo la Fiorentina e non possiamo prendere i giocatori più forti, quelli che si sa già che sono il meglio. Noi dobbiamo prendere quei calciatori che non sembrano fenomeni, ma che in realtà lo sono e Kalinic è uno di questi. Bernardeschi, invece, ha le carte in regola per diventare uno dei più grandi attaccanti italiani. A Federico auguro di arrivare in un top club europeo, ma per noi sarebbe una grandissima perdita”.
Una stagione fino ad ora quasi perfetta per i viola: “Vincere a Firenze non è facile, ma andarsene dopo aver regalato ai tifosi qualcosa di importante sarebbe l’epilogo perfetto. L’idea di conquistare un titolo a Firenze ti dà adrenalina e sensazioni uniche. Tottenham? Arriveranno con tanta voglia di rivincita e noi non vogliamo dargliela vinta. Il sorteggio ha designato avversarie non semplici per le italiane, ma il valore del calcio italiano che alla fine ne emergerà sarà sicuramente più alto”. Bilancio di quattro stagioni a Firenze: “Quando arrivai, Macia, allora direttore tecnico, mi disse che il progetto era quello di iniziare un nuovo ciclo da zero, tanto che arrivammo in 15-16 nuovi. Abbiamo giocato subito bene e la gente è rimasta a bocca aperta perché ci divertivamo noi e si divertivano loro sugli spalti. Siamo cresciuti tanto in queste stagioni, ma non mi aspettavo di essere secondo in classifica a un punto dalla vetta in così poco tempo”.
Una cosa è certa, a Borja Valero è bastato poco tempo per conquistare il Franchi, di cui è un idolo indiscusso: “Ho avuto la fortuna di giocare in un reparto con Pizarro e Aquilani e ci muovevamo molto rapidamente. Fin dal primo anno in cui sono arrivato ho avuto con la città un rapporto ottimo, l’ho vissuta forse in maniera diversa rispetto ai miei compagni. Ecco perché ho deciso di rimanere a lungo e di firmare un prolungamento importante”.
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