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“Guadagnavo 600 euro”: Jimenez, l’uomo “venuto dal nulla” che ha battuto il Barcellona

Se a 27 anni guadagni 600 euro al mese, inizi a pensare che quel mestiere non faccia per te. Vuoi cambiare, cerchi altre strade. A meno che quello che stai facendo sia il sogno della tua vita

È stato così per Borja Jimenez, classe 1985, che ieri sera al Montjuic ha battuto 1-0 il Barcellona col suo Leganès. Jimenez non ha mai fatto il calciatore, eppure ha sempre voluto diventare un allenatore professionista, e ci è riuscito nonostante gli alti e bassi della carriera. 

Chi è Borja Jimenez, allenatore del Leganès che ha battuto il Barcellona

Jimenez è di Avila, in Castilla, 100 km circa da Madrid. Lì comincia ad allenare a 21 anni. Non ha un passato da giocatore professionista, ma lo guida la passione: “Sapevo che sarebbe diventato il mio lavoro“. Allena bambini di 10 anni, aiutato da una laurea in Scienze dell’Educazione. Pochi anni dopo, la prima opportunità di un contatto “diretto” col calcio dei grandi: ad Avila, il Milan ha creato un’Academy, Borja decide di parteciparvi e comincia a imparare dai formatori rossoneri. 

La prima opportunità da allenatore “senior” arriva nella sua Avila: guida la squadra locale in Tercera Divisiòn, e la porta fino al quarto posto e ai playoff. Ecco dunque la svolta, la chiamata del Valladolid: dopo essersi trasferito per la prima volta lontano da casa, Jimenez allenerà le giovanili del Pucela. È lì, lontano da casa, con uno stipendio misero, che i dubbi cominciano ad affollargli la mente: “Sono convinto che in quel periodo, mentre condividevo l’appartamento con altre due persone e guadagnavo 600 euro al mese, a casa mia le persone si domandassero: ‘Che senso ha?’“. 

Che senso ha?“. Jimenez se lo sarà chiesto anche dopo una promozione sfumata all’ultimo respiro nella prima grande avventura della sua carriera, al Deportivo La Coruna. Una festa solo rimandata, per la precisione di 2 anni: pochi mesi fa, alla guida del Leganès, Jimenez riporta i Pepineros in Liga. Nel frattempo Jimenez si è creato uno staff di amici e un’idea di calcio ben precisa, da mettere al confronto con i big della Liga: Simeone, Ancelotti, ora anche Flick. Adesso il suo Leganès è fuori dalla zona retrocessione, merito anche dei successi contro Siviglia e Barcellona. Il percorso verso la salvezza è ancora lungo, ma quanto a pazienza, e perseveranza, Jimenez non prende lezioni da nessuno. 

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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