E’ iniziato tutto da lì, da Marassi. O forse è finito.. quel venerdì 24 maggio 2024, per Bologna e i bolognesi è stato un giorno dal sapore dolce amaro. L’emozione della qualificazione in Champions e, allo stesso tempo, il nodo in gola perchè bisognava prepararsi per uno degli addii più sofferti degli ultimi anni rossoblù. L’ultima partita con Thiago Motta, o ‘Thiago Merlino’ come lo chiamavano in città..
Se c’è un uomo che ha scritto una pagina di storia indelebile a Bologna, quello è proprio Thiago Motta. Cosa dire di più? Mai prima d’ora si era visto un clima così. Ma ha colpito anche sull’aspetto umano, comunicazione perfetta, rapporti sinceri e grandi sorrisi. Poi, una scelta: il passaggio alla Juventus. ‘Del mio futuro non parlo, ci siederemo con la società a tempo debito e con molta serenità ne parleremo’ diceva Thiago in una delle ultime conferenze stampa da allenatore del Bologna. In risposta, il presidente Saputo pareva essere cautamente ottimista. Tutto questo prima del comunicato ufficiale in cui si annunciava la separazione fra le parti. Delusione sì, ma non una sorpresa. L’allenatore italo-brasiliano era in contatto con la Juventus, probabilmente, da inizio marzo. Da quel momento una corte spietata da parte di Cristiano Giuntoli, che ha sempre avuto Thiago come obiettivo primario. Complice, sicuramente, anche la sfuriata di Max Allegri in Coppa Italia, l’accordo definitivo è stato trovato a maggio. Accordo trovato con la Juve sulla base di un ingaggio di 3,5 milioni netti a stagione e un contratto biennale con opzione per il terzo anno. Separazione fra Thiago e il Bologna arrivata prima dell’ultimo match contro il Genoa, perso per 2-0. A fine gara, momenti di grande emozione. Squadra sotto lo spicchio del settore ospiti in festa, accerchiata attorno al loro condottiero. Braccia alte in segno di vittoria, e cuore pieno di soddisfazione.
Il Bologna riparte da qui. Da Genova e contro il Genoa, nello stadio dove tutto è iniziato. Si può dire che dopo la trionfale trasferta dello scorso maggio, sia iniziata l’avventura di Vincenzo Italiano sulla panchina rossoblù. A Bologna, al suo arrivo, dicevano che Vincenzo si era preso ‘una bella gatta da pelare’. Senz’altro la sfida non era delle più semplici ma l’ex allenatore della Fiorentina l’ha accettata con determinazione ed entusiasmo.
Un inizio di campionato difficile ha tolto qualche certezza e sicuramente tanti sorrisi a quella gente che è rimasta in festa per tutta l’estate. A Genova, sabato 19 ottobre alle ore 15, il Bologna deve riprendere in mano il suo destino, cercando di eliminare il numero 1 dalla casella delle vittorie, dando entusiasmo ad un popolo che stava sognando ad occhi aperti ed è stato svegliato bruscamente. Lì a Genova, dove tutto è cominciato..
A cura di Alex Armenti
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