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Boato in testa, silenzio assordante e la 14 ovunque. Il saluto del Camp Nou al mito Johan Cruijff

Sadurni, Rife, Gallego, Costas, Torres. E poi Tome, Juanito, Juan Carlos, Johan Cruijff, Asensi e Marcial. Boato assordante del Camp Nou. Posso solo immaginarlo, mi sembra di sentirlo. Maglia blaugrana sulle spalle, pronto a rivoluzionare il calcio. In campo prima, seduto in panchina poi. Emozione totale, come il suo calcio. Uno, due, tre… Diciassette anni. A riscrivere la storia, anche quella del Barcellona oggi pronto ad omaggiarlo.

Mito. Leggenda. Assieme a Maradona e Pelé, uno dei più grandi. Di sempre. Da venerdì a oggi, dalle strade alle tv, senza distinzioni geografiche, non si sente altro. Parole. Messaggi. Pensieri. Quanti, tutti per lui, Johan Cruijff. O Cruyff. Ex compagni, addetti ai lavori. Tifosi, a dedicargli un attimo. Destinato a restare eterno.

Come il mio, di questa mattina. Next stop Barcellona. Nave che attracca in porto, e pensiero che inevitabilmente va subito a lui, l’Olandese volante. Tra un’escursione alla Sagrada Familia e una per i negozi della Rambla, ecco quella che cercavo. Non ci fosse stata? Lo ammetto, l’avrei organizzata. Destinazione Camp Nou. Colazione che vola via più veloce del solito, pochi minuti di pullman a raggiungere Torre de Jaume, alla stazione di Drassanes la linea verde della Metro dà il via al countdown. Paral-lel, Poble Sec, Espanya. E poi Tarragona, Sants Estació e Plaça del Centre. Les Corts, è ora di scendere. Difficile sbagliare, il 14 è ovunque. Blaugrana, arancione. Non fa differenza, grandi e piccini sono tutti qui per lo stesso motivo: rendere il giusto tributo a una leggenda.

Chi con un fiore, chi con una maglia. C’è chi lascia una sciarpa. Ad alcuni, basta segno della croce per l’ultimo saluto al ‘Flaco’. Il tutto, in un’atmosfera surreale. Il boato oggi ha lasciato spazio a un silenzio altrettanto assordante. Quello del Camp Nou, dei quasi centomila sugli spalti: oggi di nuovo qui, nonostante i cancelli chiusi. Da giocare, c’è una partita speciale. Tutta ricordi, ed emozioni. Come la mia, boato in testa e silenzio nel cuore.

Marco Bovicelli

Nato a Genova il 26 novembre del 1979, mi laureo nell'Università della mia città in Scienze della Formazione. Inizio a raccontare di pallone nel 2012 nella trasmissione "Goal Sera", sull'emittente ligure Telenord (anche se leggende metropolitane mi vogliono, microfono in mano davanti alla tv, a fare telecronache già all'età di cinque anni). Ho collaborato in qualità di redattore con fantagazzetta.it e ilpubblicista.it (testata online e cartacea con la quale lavoro tuttora). Giornalista pubblicista dal 2014, metto parole ed emozioni su Gianlucadimarzio.com dal novembre del 2013, per il quale ho iniziato seguendo quotidianamente la Sampdoria oltre a Genoa, Savona ed Entella. Sempre in viaggio, nella mia borsa non possono mancare penna, tablet e un buon libro.

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