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Blasi e la nuova vita da allenatore: “Non sono solo grinta, ho idee ed entusiasmo”

“In campo ero un guerriero e mi piacerebbe trasmettere ai miei calciatori la stessa grinta che avevo quando giocavo, ma ho anche idee e voglia di mettere in mostra un bel gioco”. Il nuovo Manuele Blasi è tutto in questa frase: custodisce gelosamente le caratteristiche che gli hanno permesso di arrivare ad altissimi livelli ma, da allenatore, ha aggiunto anche tanto altro. “Spesso, ingiustamente, si pensa che calciatori con le mie caratteristiche non possano poi avere un futuro in panchina – ha raccontato lo stesso Blasi a GianlucaDiMarzio.com – Ma non è così. Vedete Gattuso? Io, come lui, facevo della cattiveria, della corsa e della fisicità le mie armi migliori, ma tatticamente eravamo preziosi per la squadra.

Molte volte qualcuno non capisce tutto questo, come in ogni cosa c'è bisogno dell'architetto, dell'ingegnere ma anche di chi fa il lavoro sporco, che è comunque di fondamentale importanza. Anzi, probabilmente accade proprio il contrario, giocatori come me vanno maggiormente alla ricerca della qualità. A me piace molto prediligere il possesso palla, cerco di far giocare bene la mia squadra, pur non perdendo quelle caratteristiche che avevo in campo perché pretendo sempre che la mia squadra anche durante la settimana abbia voglia e dia il 100%”.

La sua carriera da allenatore, Blasi, l'ha iniziata a Malta: nella Premier League ha guidato per qualche mese l'Hamrun Spartans, esperienza che ha valutato positivamente. “È andata bene, anche se è finita prima del previsto. Era il mio primo incarico da allenatore all'estero, è stata comunque un'esperienza importante che mi ha aiutato a crescere. La società ha deciso di cambiare ma non mi rimprovero niente, ho dato il massimo raccogliendo buoni risultati. Sono contento per me stesso e per il mio secondo, ci auguriamo di continuare così e avere presto un'altra opportunità”.

Ritorno in Italia? No, per ora Blasi preferisce continuare a lavorare all'estero: “Non allenerò in Italia fin quando non troverò un progetto serio. Se devo allenare in società senza futuro o progettualità, preferisco lavorare all'estero. Sto continuando a studiare e ad aggiornarmi per non farmi trovare impreparato, sono agli inizi e ho ancora tanto da lavorare ma sono curioso di vedere dove potrò arrivare. Stiamo parlando con qualche società, ma ovviamente a causa del coronavirus è ancora tutto fermo. Società e direttori stanno lavorando, ma in maniera cauta”.

Un presente e un futuro in panchina, con un passato in campo che rende orgogliosi. “Forse solo adesso mi rendo conto della carriera che ho fatto – prosegue Blasi – Probabilmente da giovane ero anche un po' incosciente, mentre ora capisco la fortuna che ho avuto. Ho giocato in squadre fantastiche e con campioni straordinari. Il più forte? Faccio fatica a indicarlo, ma probabilmente Ibrahimovic è quello che colpisce di più. Nella realtà è molto diverso rispetto a come appare dall'esterno, ha sì un carattere importante ma è sempre allegro e scherzoso”. Tra i tanti giocatori visti in campo, però, uno ha fatto innamorare Blasi: “Ho giocato contro Zidane e si fa fatica con uno così, personalmente ne ho fatta anche troppa. Ma parliamo di quei calciatori che appartengono a un'altra categoria”.

Alla Juventus il punto più alto della sua carriera: Blasi condivideva lo spogliatoio con campioni come Del Piero, Ibra, Trezeguet, Nedved, Thuram, Cannavaro, Emerson e Vieira. “Eravamo fortissimi, in realtà lo erano soprattutto gli altri perché io ero l'ultima ruota del carro. Ma con impegno e sacrificio mi sono guadagnato il mio spazio e mi sono tolto grandi soddisfazioni. Calciopoli? Personalmente da calciatore non vivi queste cose, non te ne rendi neanche conto. In quei due anni mi sono impegnato tanto e quei due scudetti vinti li sento miei”.

Dal punto di vista calcistico e personale anche Napoli gli ha dato tanto: “La ritengo la mia seconda cosa, ho giocato tre anni lì ma per me è come se ne fossero 15. A Napoli ho conosciuto mia moglie e sono nati i miei figli, cosa potevo chiedere di più a quest'esperienza? E anche calcisticamente è stata davvero soddisfacente. Il Napoli ritornava in Serie A dopo tanti anni, dopo qualche difficoltà abbiamo fatto benissimo”. Il rammarico della carriera? Roma! “Ma non tanto per averci giocato poco, quanto per il modo in cui sono andato via. La società m'inserì in uno scambio con Nakata con il Perugia, cedendomi facilmente”, conclude.

Blasi ripercorre con emozione, a quasi 40 anni, una grande carriera. Ora però prevale la voglia di ripartire e di costruirsi un futuro in panchina. Con la grinta del 'Guerriero' di sempre, ma anche con idee chiare ed entusiasmo.

Mario Lubrano

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