Francesco Totti come Bruno Conti. Anche all’ex ala della Roma anni ’80 e della Nazionale Campione del Mondo del 1982 capitò una situazione simile. Nel campionato 1990-1991 Ottavio Bianchi lo schierò una sola volta e a fine anno arrivò il ritiro. “Guardate, non è vero che l’Olimpico mi spinse a far entrare Conti” – dichiara Bianchi nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport – “Avevo i miei buoni motivi, non gli mancai di rispetto. Lui può dire quello che vuole, anche a distanza di anni, cosa vuole che me ne importi? La verità è che nessuno come l’allenatore conosce le dinamiche di spogliatoio. C’è chi fa la dama di compagnia e chi fa l’allenatore. Si dice tanto di rispettare i giocatori, io dico che è giusto rispettare i tecnici. A Milano c’era un risultato da portare a casa e un obiettivo da inseguire, per questo Spalletti ha scelto di non far entrare Totti. La passerella si concede per la standing ovation, magari sul 4-0 si fa uscire un calciatore. Totti non sarà ricordato come un giocatore banale. Banale invece sarebbe stato concedergli quei 5’. I tifosi possono pensare quello che vogliono, ma guai a farsi condizionare. Altrimenti arriveremo prima o poi a indire un referendum prima di una sostituzione”.
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