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Antony: “La pressione la sentivo nelle favelas, quando giocavo contro gli spacciatori”

Antony, Real Betis (Imago)

Antony è rinato al Real Betis dopo il prestito dal Manchester United: le sue dichiarazioni

Dopo il trasferimento di gennaio dal Manchester United al Real Betis in Liga, Antony è rinato. Buone prestazioni, titolarità quasi garantita, già 4 gol e 4 assist in 11 presenze.

L’ex Ajax ha conquistato anche i tifosi, che inizialmente non erano molto entusiasti del suo arrivo in terra spagnola. Adesso, invece, si pensa già a un’ipotetica conferma a titolo definitivo.

Antony si è raccontato in una lunga intervista a DAZN Spagna, andando a ripercorrere la sua gioventù in Brasile, il trasferimento record dall’Olanda allo United e tanto altro.

Proprio sul suo passaggio dall’Ajax ai Red Devils per 86,3 milioni di sterline, l’attuale giocatore del Betis ha commentato: “Se pagano quel tipo di cifra per te, è perché hai talento e qualità. Ovunque andrò, parlerò sempre bene dello United, penso che quell’esperienza mi abbia preparato per essere qui oggi, a divertirmi“.

Betis, Antony: “Pressione? Quando giocavo nelle favelas”

Avevo bisogno di ritrovare me stesso ed essere felice – ha continuato Antony ai microfoni, riferendosi al trasferimento in Spagna -. Ogni giorno penso che sia stata la decisione migliore che potessi prendere. Allo United ho imparato molte cose buone, ma ho anche sperimentato cose brutte. Qui mi sto godendo la città, il club e tutto il resto”. 

E poi, ancora, ricordando il suo passato. “La pressione la sentivo nelle favelas, quando non avevo scarpe per giocare. A volte andavo a scuola la mattina e non mangiavo, ora rappresento tutti quelli che sono rimasti là. Ho giocato contro spacciatori, contro tutti“.

Antony, Manchester United (Imago)

“Nei momenti difficili ripenso alla baraccopoli”

Se avevo paura? Certo che ne avevo. Ma ho sempre avuto una personalità molto forte, più le cose erano complicate, più volevo essere lì. Quando attraverso una situazione difficile, ricordo cosa ho passato nella favela, quello era difficile“, ha continuato Antony.

A chiudere, il classe 2000 ha dichiarato: “È stato difficile, non avevo gli scarpini per giocare ma sono sempre stato molto tenace. Nelle favelas impari cose belle ma anche cose brutte. Ho amici che hanno fatto un percorso diverso dal mio, non è facile. Ora invece avremo il mio primo derby spagnolo, non vedo l’ora“.

 

Simone Bianchi

Classe 2002, nato nel Varesotto. Cresciuto tra un record del mondo di Michael Phelps e un tackle difensivo di Vidić. Qualche soddisfazione tolta nel nuoto, meno nel calcio. Per riassumerla in breve, come dice Ligabue: “Nato senza i piedi buoni”. Ora inseguo quel sogno, diventato obiettivo, di raccontare lo sport a tutto tondo, per trasmettere quelle emozioni che mi hanno cresciuto fin da bambino.

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