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Bertolacci: “Il Milan non si è arreso, vogliamo dare un segnale. Siamo uniti”

Protagonista dell’evento #TwitterSport svoltosi presso il Teatro Principe di Milano Andrea Bertolacci, tra i calciatori più “social” di Serie A (presente su Twitter dal 2013), ha risposto così alle domande dei giornalisti presenti, soffermandosi soprattutto sul momento vissuto in stagione dal suo Milan:

“I social sono importanti perchè avvicinano ai tifosi, una foto inedita è carina per far capire il nostro mondo – ha commentato – Il palo contro il Chievo? Un po’ di sfortuna come con l’Udinese, avremmo punti in più. Ripartiamo dal secondo tempo di Verona, il primo tempo non era da Milan. Ce la metteremo tutta, veniamo da un girone ottimo e non saranno queste due partite a cancellarlo. Dobbiamo ripartire a livello mentale, dispiace per i due passi falsi. Ci aspetta una partita dura con la Lazio, se giochiamo con l’atteggiamento giusto faremo una partita positiva. Grande rammarico per il palo, anche il gol é una via che trovo facilmente, sette la scorsa stagione: devo aggiustare la mira e avere fortuna. Il ritorno a un atteggiamento sbagliato? È un po’ il nostro campionato, facciamo il primo tempo sottotono e il secondo tempo è un’altra squadra: dobbiamo farci un esame di coscienza. Con avversari alla nostra altezza entriamo con la mentalità giusta, quando invece sono alla nostra portata magari abbiamo l’atteggiamento sbagliato, non è da grande squadra. Il Milan non si è arreso, ieri eravamo rammaricati, il campionato non è finito e vogliamo dare un segnale”.

“Le parole di Abbiati? Sono state costruttive, parla uno che ha fatto 20 anni di storia al Milan, sono da esempio e stimolo per giovani e per chi non ha l’atteggiamento giusto. Siamo un gruppo unito e l’abbiamo dimostrato, non sono due partite a cambiarlo. Manca il mio salto di qualità? Fanno parte del calcio le critiche, sono 5 partite che faccio prestazioni positive, con un po’ di fortuna in più magari non parleremmo così. Vincere la Coppa Italia? Sarà Importante, fondamentale, ma ora ci aspettano nove partite di campionato, poi penseremo alla finale”.

Simone Nobilini

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