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Karim, unico ‘superstite’ della Generation ’87: faceva la panchina, oggi nessuno come lui

“Karim è come il vino, migliora di giorno in giorno”, ha detto Ancelotti mercoledì sera dopo la tripletta in Champions contro il Chelsea. Benzema ha 34 anni, eppure con un livello come quello di oggi non lo si era forse mai visto. Classe, tecnica, forza fisica mai mancati, ma ora c’è il valore aggiunto: l’anima da leader. KB ora ha veramente tutto per essere definito il miglior attaccante al mondo in questo momento. E pensare che Karim faceva parte di una generazione di baby-fenomeni che avevano portato la Francia sul tetto d’Europa già nel lontano 2004. Ma in quella squadra faceva la panchina. Altri giocatori erano ritenuti più forti, o magari più pronti. Oggi nessuno di loro è al suo livello, neanche da lontano. Qualcuno ha pure già smesso. 

 

 

La génération ’87

Andiamo per gradi. Campionato Europeo di calcio Under 17, maggio 2004. La Francia batte in finale la Spagna di Piqué e Fabregas. Nei ‘bleus’ c’è un gruppo di giovani che – si diceva – avrebbero avuto un futuro da star che avrebbe permesso alla Nazionale maggiore di avere un decennio di successi (il tempo darà loro torto, la vera generazione di fenomeni sarebbe nata pochi anni dopo). Ma torniamo alla finale Francia-Spagna: Benzema era in panchina. E non entrò neanche in campo.

Le giovani promesse erano tre ragazzini, ritenuti insostituibili: uno ha fatto sognare Marsiglia, fatto bene con le maglie di Arsenal, City e Siviglia prima di calare di rendimento e mettere fine a una carriera alternata da giocate di classe a litigate con allenatori. Samir Nasri. Pochi mesi fa ha partecipato a una gara amichevole al Vélodrome e si è presentato in campo con una forma fisica impressionante in senso negativo (vedi foto in basso); un altro ha saputo far peggio: Hatem Ben Arfa. Arsène Wenger parlò di lui come uno dalle ‘giocate maradoniane’. Iniziò a farle vedere in campo con la maglia del Lione, ma poi si è fatto bruciare da un carattere ingestibile. Oggi gioca (a sprazzi) al Lille, ma giusto domenica scorsa si è fatto buttare fuori rosa dopo una litigata con un compagno di squadra e il suo allenatore. 35 anni pure lui, ormai carriera finita. E infine, il terzo è passato anche dalla Serie A. Ogni tanto ha illuminato San Siro, ma la sua discontinuità – anche nel suo caso – gli ha precluso una carriera da campione: Jérémy Menez. Oggi fatica a fare la differenza nella Reggina, in Serie B, nonostante qualche miglioramento nell’ultimo periodo. 

 

Samir Nasri nell’amichevole tra vecchie glorie dell’OM, giocata lo scorso ottobre

 

 

Se andate a vedere i tabellini dei marcatori della Francia in quell’Europeo troverete qualche sorpresa, ma sempre i loro nomi. Prima partita: Francia-Irlanda del Nord 3-0 (Benzema, subentrato solo nel finale, Ben Arfa e Songo’o, quest’ultimo un altro ex giovane prodigio passato dalle giovanili del Barça, poi ‘perso’ strada facendo). Seconda: Francia-Spagna 1-0 (autorete di Mario Suarez, ex giocatore di Atletico Madrid e Fiorentina). Terza: Turchia-Francia 1-2 (Nasri, Menez). Semifinale: Francia-Portogallo 3-1 (Nasri, Menez, Ben Arfa). Finale: Francia-Spagna 2-1, reti di Nasri e… Kevin Constant. Eh sì, c’era anche lui nella squadra della ‘Generation 87’. Giocava sempre titolare. Oggi ha smesso. Si è ritirato nel 2020, a 32 anni come Nasri, dopo un’esperienza in Iran con la maglia del Tractor Sazi (zero presenze). 

  

Credits: Andrea Rosito

 

 

Karim invece se ne stava in panchina e osservava. In quell’Europeo giocò solo 45′ tra la prima partita (entrò al 72′) e la seconda (entrò al 68′). Poi basta. Quei tre davanti erano veramente dei fenomeni, ma Benzema è stato poi l’unico ad avere la fortuna di possedere ciò che permette a un calciatore di passare lo step da fenomeno a campione: la testa. Degli altri tre, uno ha smesso (Nasri), Menez non domina in Serie B e Ben Arfa è al primo posto solo nella classifica delle ‘carriere buttate al vento’. Benzema invece è al volante del Real Madrid, ha superato Di Stefano nella classifica marcatori all-time del club e ora punta ai prossimi tre obiettivi: Champions, Mondiale, Pallone d’Oro. Doveva solo invecchiare. Come il vino. 

Cosimo Bartoloni

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