Nicklas Bendtner agli arresti domiciliari. Una storia surreale, finita male per l’ex attaccante dell’Arsenal. Così oggi il primo dei 50 giorni che dovrà passare in casa con il “bracciale” elettronico alla caviglia. Un incubo che finirà il 22 febbraio. Ma nel frattempo l’attaccante danese continuerà ad allenarsi con un team speciale che gli farà un training specializzato per non perdere la forma.
L’attaccante danese, di proprietà del Rosenborg, si era reso protagonista di un’aggressione lo scorso settembre ai danni di un tassista. Inizialmente, il giocatore oltre a scusarsi aveva sostenuto la tesi della legittima difesa, stando anche al racconto della vicenda che aveva proposto la sua fidanzata. Tuttavia, il Tribunale di Copenaghen non ha accettato la tesi di Bendtner, che dovrà risarcire il tassista di circa 2000 euro in aggiunta alla pena reclusiva.
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