Categories: Interviste e Storie

Da CR7 alla Bulgaria: Beltrame si racconta a #CasaDiMarzio

Alle spalle, uno scudetto con la Juventus vinto nel 2013, nell'anno del suo esordio nel calcio professionistico. Davanti, una nuova avventura con il CSKA Sofia, cominciata lo scorso gennaio e subito interrotta a causa dell'emergenza-COVID-19. Stefano Beltrame, 27 anni, ha girato il mondo con il pallone tra i piedi. Prima la Serie A, poi la B, l'Olanda e adesso la Bulgaria. Nella prima parte di questa stagione, vissuta tra la prima squadra e l'U23 dei bianconeri, Beltrame ha avuto anche la possibilità di allenarsi con CR7, "un vero esempio per i più giovani". Ospite di #CasaDiMarzio, l'attaccante si è raccontato in diretta su Instagram.

Conte? Mi ha permesso di esordire quando meno me l’aspettavo. Ricordo una gara a Udine, vincevamo 3-0. Pensai che era il mio momento e che, se non quel giorno, non avrei debuttato mai più. Invece mi buttò dentro contro il Genoa, al posto di Marchisio, una settimana più tardi: fu il giorno più bello della mia vita. Sorpreso della sua avventura all’Inter? Sì, ma non dei risultati ottenuti. Non mi sarei aspettato un suo passaggio ai nerazzurri, ma quello che sta facendo era quasi scontato per un grande allenatore come lui”.

Pirlo è stato il calciatore che mi ha dato di più durante gli allenamenti. Io attaccante e lui centrocampista, è vero, ma da campioni del genere puoi solo avere da imparare. CR7? Nel 2018, quando per la prima volta mi sono presentato, mi tremava la mano. Quest’estate invece è stato tutto un altro discorso, Cristiano è uno che dà il meglio di sé anche durante gli allenamenti ed è stimolante per i più giovani, è sempre lì ad incitarti”. Infine, una battuta sulla sua avventura in bianconero: "Non essere riuscito a dare alla Juventus quanto sia io che il club ci aspettavamo è il mio grande rimpianto".

“La Bulgaria? E’ un calcio più fisico rispetto al nostro, ma c’è più cura per la tattica di quanto si possa pensare. Ho scelto di venire qui perché il CSKA è un club storico ed è in prima divisione e io, dopo l’avventura – brevissima – con la Juventus, non avevo mai avuto l’opportunità di giocare in una “Serie A”. In più, mi avevano cercato anche nel 2018. Non ho fatto neppure in tempo a visitare la città, ho giocato un paio di partite, collezionato due assist e un gol e dopo un mese eravamo in quarantena…”

 

Ripresa del campionato? Ci restavano un paio di partite e poi i playoff, siamo ottimisti. I casi non stanno ancora calando a livello di numeri, però sono sempre stati pochi e il Paese è riuscito a contenere per bene l’emergenza”.​

Redazione

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