Quattro settimane fa il primo contratto da professionista, oggi la gloria. Per l’Eintracht Francoforte è un lunedì felice, ma lo è ancora di più per Aymen Barkok, classe 1998 che domenica ha vissuto il momento più incredibile della sua pur giovanissima carriera. È stato suo il gol-partita, segnato al 90′ nel giorno della prima volta assoluta in Bundesliga, a Brema contro il Werder: palla portata da destra (lui nasce terzino, ma ha giocato 15′ da ala) e tiro a giro di sinistro, nell’angolino lontano. Un sogno diventato realtà in un attimo, per lui che in questa stagione aveva giocato sono in U19.
Nato a Francoforte, ma di anche di passaporto marocchino. Ha scelto la nazionale africana (gioca in U20), in un percorso opposto rispetto a molti suoi coetanei nati in Germania da famiglie di immigrati. Ed è anche già il ragazzo dei record, perchè nessun giocatore così giovane aveva mai segnato all’esordio in Bundes. C’erano già riusciti in 37 prima di lui, tutti più vecchi; Barkok ha fatto meglio di Joachim Löw, meglio anche di uno dei più celebri attaccanti della storia tedesca, Fredi Bobic, che ne ha parlato così subito dopo la partita: “Segnare un gol tanto difficile in maniera così naturale allo scadere, beh, è cosa davvero speciale”. Benedizione arrivata, fiducia di Niko Kovac anche. Due panchine con la prima, l’esordio e subito il gol: un nuovo giovanissimo alla conquista del campionato tedesco, Aymen Barkok lascia il segno.
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